
03 Luglio 3026
Grazie alla gestione agronomica dâavanguardia è buona la qualitĂ delle uve.
Ă iniziata la vendemmia 2026 per Berlucchi, la cantina che ha dato i natali al Franciacorta nel 1961, con circa 590 ettari coltivati tra proprietĂ e conferitori.
L’annata è stata segnata da un germogliamento precoce, con un buon carico produttivo iniziale. Questa precocitĂ ha caratterizzato l’intera stagione, portando a una vendemmia anticipata rispetto alla media.
Il 2026 è stata unâannata climaticamente impegnativa, affrontata con una gestione agronomica puntuale e metodica. A partire da maggio l’azienda ha registrato ben cinque grandinate, con danni concentrati soprattutto nei vigneti periferici e una siccitĂ marcata tra giugno e la prima metĂ di luglio, con temperature diurne molto elevate. Nonostante queste condizioni estreme, la gestione agronomica dei suoli portata avanti negli ultimi anni â che punta su sovescio, inerbimento e lâutilizzo di sostanze organiche per la fertilizzazione â ha limitato lâimpatto della carenza idrica.

Inoltre, lâinnovativo Protocollo Berlucchi per la Viticoltura Rigenerativa (PBVR), applicato sia a vigneti di proprietĂ che dei conferitori, ha giocato a favore della buona qualitĂ delle uve, al netto degli imprevedibili fenomeni atmosferici. Il protocollo, elaborato in collaborazione con lâUniversitĂ degli Studi di Brescia e lo studio agronomico SATA di Rovato, verte sul concetto di Capitale Naturale e la necessitĂ di operare in modo attivo per rigenerarlo. Consiste in un insieme di regole stringenti per una conduzione sostenibile del vigneto a tutela di quattro asset fondamentali – suolo, vite, agrosistema e persone – pensate nello specifico per la Franciacorta e tutte le sue peculiaritĂ .
“Il 2026 è stata un’annata estrema in tutti i sensi“, dichiara lâagronomo, Diego Cortinovis. âSono tuttavia spesso proprio le annate apparentemente difficili a portare risultati pregevoli e sorprendentiâ precisa Arturo Ziliani, Amministratore Delegato ed enologo dellâazienda.
Francesca Chiades





