
27 Settembre 2026
Lâolio extravergine al ristorante diventa esperienza e valore per tutta la filiera
Due giornate di confronto tra partner e stakeholder di Puglia, Molise, Albania e Montenegro per ottimizzare il Trolley degli Oli, lâHEVON Menu, lâEVOOcative Ritual e la guida pratica ai tempi di servizio.
AFPâAssociazione Frantoiani di Puglia, in qualitĂ di partner associato del progetto HEVON, ha partecipato con il presidente Stefano Caroli alle due giornate di lavoro svoltesi il 21 e 22 settembre a Ulcinj, in Montenegro. Lâincontro ha riunito partner e stakeholder provenienti da Puglia, Molise, Albania e Montenegro con lâobiettivo di sviluppare strategie innovative per la gestione, il servizio e la valorizzazione dellâolio extravergine di oliva nella ristorazione.
Le attivitĂ sono state realizzate in collaborazione con lâUniversitĂ LUM di Casamassima, lâUniversitĂ degli Studi di Bari Aldo Moro, la presidente del Consorzio per la Tutela dellâOlio di Puglia IGP, Maria Francesca Di Martino, e qualificati professionisti del settore della ristorazione e dellâospitalitĂ : Stefano Semerano, maĂŽtre dellâolio dellâHotel Ostuni Palace, e Lucia Leone, sommelier dellâolio della Masseria Il Frantoio. Per lâUniversitĂ di Bari hanno partecipato le professoresse Maria Lisa Clodoveo e Filomena Corbo.

l lavoro svolto a Ulcinj è partito da un obiettivo preciso: superare la percezione dellâolio extravergine di oliva come semplice costo accessorio del ristorante e trasformarlo in un ingrediente riconoscibile, raccontato e capace di generare valore. Un valore che non si esaurisce nellâesperienza del cliente, ma può essere redistribuito lungo lâintera filiera, dal ristoratore al frantoiano, fino allâolivicoltore.
Nel corso delle due giornate sono stati analizzati, sperimentati e ulteriormente ottimizzati quattro strumenti complementari: il Trolley degli Oli HEVON, lâHEVON Menu o Carta degli Oli, lâEVOOcative Ritual e una guida pratica ai tempi e alle modalitĂ di presentazione dellâofferta olearia.
Il Trolley degli Oli porta lâextravergine al centro della scena e gli restituisce visibilitĂ . Non è soltanto uno strumento espositivo, ma anche un dispositivo per la corretta gestione del prodotto: durante il servizio le bottiglie vengono presentate e raccontate; subito dopo, gli oli giĂ aperti sono riposti nella parte protetta del carrello, al riparo dalla luce e dal calore. Il principio operativo è semplice: sopra lâolio si mostra, sotto si protegge.
LâHEVON Menu accompagna il cliente nella scelta, traducendo le sensazioni in parole e rendendo immediatamente comprensibili origine, cultivar, profilo sensoriale, intensitĂ di amaro e piccante, possibili abbinamenti e valore economico delle diverse referenze. La Carta degli Oli contribuisce cosĂŹ a superare lâidea dellâextravergine come prodotto indistinto e intercambiabile, mostrando che oli differenti possiedono identitĂ , funzioni gastronomiche e valori diversi.
LâEVOOcative Ritual definisce invece una sequenza coordinata di gesti, parole e modalitĂ di servizio: lâingresso del carrello, la presentazione della bottiglia, il racconto del territorio e del produttore, la scelta dellâolio, la degustazione e lâabbinamento con il piatto. Il nome unisce EVOO, acronimo internazionale di Extra Virgin Olive Oil, alla capacitĂ dellâolio di evocare paesaggi, cultivar, persone, ricordi ed emozioni. Il rituale trasforma cosĂŹ il gesto quotidiano del versare lâolio in unâesperienza gastronomica, culturale ed educativa.
A questi strumenti è stata affiancata una guida pratica ai tempi di servizio, articolata in due modalitĂ flessibili. HEVON Essential propone un intervento essenziale di circa due minuti e trenta secondi, adatto al normale servizio di sala. HEVON Experience sviluppa invece un percorso sensoriale e culturale di circa sei minuti, con degustazione comparativa, dialogo con il cliente e abbinamento motivato. I tempi non devono diventare un vincolo rigido: il personale di sala deve saper âleggere il tavoloâ, modulando durata e profonditĂ del racconto in funzione dellâinteresse degli ospiti.

Le attivitĂ hanno inoltre approfondito differenti modalitĂ di valorizzazione economica dellâesperienza: dalla degustazione di benvenuto compresa nel coperto, alla proposta di assaggi guidati da 30 millilitri, fino alla bottiglia di piccolo formato aperta al tavolo e destinata esclusivamente al cliente. Il modello richiama, pur con caratteristiche proprie, quello consolidato della carta dei vini: come vini diversi possiedono identitĂ , abbinamenti e prezzi differenti, anche gli oli extravergini di qualitĂ devono poter esprimere e comunicare la propria diversitĂ .
Per AFP, questa nuova cultura del servizio rappresenta unâopportunitĂ concreta per rendere visibili il lavoro, le competenze e gli investimenti dei frantoiani. Quando il ristorante seleziona, conserva, racconta e propone correttamente un olio di qualitĂ , il consumatore impara a riconoscerne le differenze e ad attribuire loro un valore. Si creano cosĂŹ le condizioni affinchĂŠ il valore generato al tavolo possa risalire la filiera e remunerare adeguatamente chi produce le olive e chi ne preserva lâidentitĂ attraverso il processo di trasformazione.
Lâesperienza di Ulcinj conferma il ruolo della cooperazione tra territori, universitĂ , imprese e professionisti della ristorazione nello sviluppo di strumenti capaci di unire innovazione, formazione e mercato. Il ristorante può diventare non soltanto un luogo di consumo, ma un punto di incontro tra produzione e consumatore, contribuendo a costruire una nuova consapevolezza del valore dellâolio extravergine di oliva.
Aifo-Associazione Italiana Frantoiani Oleari





