
09 Luglio 2026
Di Luc Debove, Direttore dell’École Nationale Supérieure de Pâtisserie (ENSP) e Meilleur Ouvrier de France
Pochi settori hanno saputo mantenere nel tempo lo status di autentico punto di riferimento mondiale come la pasticceria francese.
Che si tratti di competizioni internazionali, dell’apertura di una nuova pâtisserie all’estero o dell’arrivo di una nuova classe di studenti all’ENSP, la conclusione è sempre la stessa: la pasticceria francese continua a esercitare un fascino straordinario.
Da Tokyo a Seul, da Singapore a New York, le tecniche francesi, i nostri dessert iconici e il nostro savoir-faire restano modelli di riferimento. Eppure il mondo della pasticceria non è mai stato così dinamico. Nuovi talenti emergono ovunque, le influenze gastronomiche si intrecciano e le tendenze si diffondono con una rapidità senza precedenti.
Perché, allora, la pasticceria francese continua a occupare un posto così speciale?
Forse la risposta risiede proprio in ciò che la caratterizza da secoli: la sua straordinaria capacità di coniugare tradizione e innovazione.
Un linguaggio universale costruito su solide fondamenta
La pasticceria francese possiede una caratteristica rara: si fonda su un patrimonio tecnico estremamente strutturato e articolato.
Pasta sfoglia, pasta choux, crema pasticcera, viennoiserie, entremets, lavorazioni del cioccolato e dello zucchero: questi elementi costituiscono oggi il vocabolario condiviso dai pasticceri di tutto il mondo.
Come accade nella musica classica o nell’architettura, padroneggiare i fondamentali non limita la creatività, ma ne rappresenta la condizione indispensabile.
È proprio questo rigore tecnico ad aver reso la Francia un punto di riferimento internazionale. Non perché detenga il monopolio del talento, ma perché ha trasformato l’artigianalità in una vera disciplina fondata sulla trasmissione del sapere.
Questo riconoscimento è il frutto di secoli di evoluzione. All’inizio del XIX secolo, Marie-Antoine Carême pose le basi dell’alta pasticceria moderna, codificando tecniche, pièce artistiche e organizzazione della professione. Alcuni decenni più tardi, Auguste Escoffier sviluppò ulteriormente questa eredità, integrando pienamente la pasticceria nella moderna brigata di cucina e contribuendo alla strutturazione della gastronomia francese così come la conosciamo oggi.
Questa codificazione non è mai stata concepita per limitare la creatività. Al contrario, ha creato un linguaggio comune che ancora oggi permette ai professionisti di tutto il mondo di innovare partendo da basi solide.
Questa cultura della trasmissione è il cuore del nostro modello. Vive nelle storiche maison, nei concorsi più prestigiosi, nei riconoscimenti come quello dei Meilleurs Ouvriers de France e nelle scuole che formano ogni nuova generazione di professionisti della pasticceria.
Un’eccellenza riconosciuta ben oltre i confini nazionali
La gastronomia francese gode di un prestigio internazionale straordinario. Dal 2010 il Pasto gastronomico dei Francesi è inserito nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO, riconoscimento che celebra uno stile di vita in cui prodotto, artigianalità, condivisione e trasmissione delle conoscenze occupano un ruolo centrale.
Questa influenza è evidente anche nel mondo della pasticceria.
Non è un caso che Parigi sia stata nominata migliore destinazione al mondo per gli amanti della pasticceria dai Global Tastemakers Awards di Food & Wine per tre anni consecutivi: 2024, 2025 e 2026.
La vera forza della pasticceria francese, tuttavia, risiede altrove: nella sua capacità di influenzare il mondo lasciandosi allo stesso tempo influenzare da esso.
Oggi questo scambio è reciproco. La pasticceria francese continua a ispirare professionisti in ogni parte del mondo, mantenendo al contempo una straordinaria apertura verso idee e tradizioni provenienti da altre culture gastronomiche.
Uno dei dialoghi più fecondi si è sviluppato con le tradizioni culinarie dell’Asia orientale. Creazioni classiche come choux, crostate, entremets e macaron si arricchiscono oggi di ingredienti quali yuzu, sesamo nero, matcha e agrumi giapponesi. Non si tratta di mode passeggere, ma di autentici nuovi percorsi di ricerca sul gusto e sulla creatività.
Questa apertura va ben oltre gli ingredienti. Coinvolge anche l’equilibrio dei sapori. Sempre più pasticceri esplorano l’umami, gli abbinamenti dolce-salato, le fermentazioni, le spezie e le delicate note affumicate, tostate o caramellate. L’obiettivo non è più soltanto creare dolcezza, ma dare vita a dessert più complessi, raffinati e contemporanei.
Reinventarsi senza perdere la propria identità
La più grande minaccia per qualsiasi tradizione non è il cambiamento, bensì l’immobilismo.
La pasticceria francese continua a essere influente proprio perché continua a evolversi.
Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di nuove esigenze: una riduzione degli zuccheri, una maggiore attenzione all’equilibrio nutrizionale, un utilizzo più ampio degli ingredienti vegetali, una valorizzazione della stagionalità e un approccio più responsabile nell’approvvigionamento e nella produzione.
Questi cambiamenti non mettono in discussione le fondamenta della pasticceria francese: le rafforzano.
È proprio grazie alla solidità di queste basi che diventa possibile una così ampia libertà creativa. Una pasta eseguita alla perfezione, una crema impeccabile o un equilibrio accurato delle consistenze consentono di esplorare nuovi territori: ingredienti alternativi, riduzione degli zuccheri, valorizzazione dell’amaro o nuovi dialoghi tra culture gastronomiche.
Quando Cédric Grolet pone la frutta al centro della propria visione creativa, quando Jessica Préalpato sviluppa la sua filosofia della desseralité, o quando una nuova generazione di pasticceri sperimenta ingredienti e tecniche innovative, tutti contribuiscono allo stesso movimento: far evolvere la professione preservando gli elevati standard di gusto, precisione e maestria artigianale.
La pasticceria francese non cerca di conservare il proprio patrimonio sotto una campana di vetro. Gli offre gli strumenti per continuare a evolversi.
Formare gli artigiani di domani
Il futuro della pasticceria francese dipenderà soprattutto dalla sua capacità di trasmettere conoscenze, competenze e valori.
All’ENSP lo constatiamo ogni giorno. Il più grande campus al mondo interamente dedicato alle arti dolciarie accoglie una comunità davvero internazionale: nel 2026 oltre il 40% degli studenti proviene dall’estero, rappresentando quasi 80 nazionalità diverse. Questa ricchezza trasforma i nostri laboratori in autentici luoghi di confronto, dove tradizioni e culture della pasticceria di tutto il mondo si incontrano e si arricchiscono reciprocamente.
I nostri studenti vengono da noi in cerca di molto più di competenze tecniche. Desiderano acquisire un metodo, una mentalità e una filosofia professionale fondata sul rispetto per gli ingredienti, sulla precisione tecnica e sulla costante ricerca dell’eccellenza.
La nostra influenza internazionale va ben oltre gli studenti. Ogni anno chef e professionisti della pasticceria provenienti da tutto il mondo partecipano ai nostri programmi di formazione continua per perfezionare le proprie competenze, mentre i nostri chef-docenti sono regolarmente invitati all’estero per tenere masterclass e corsi specialistici. Questo continuo scambio di conoscenze testimonia il ruolo centrale che la Francia continua a svolgere nella formazione delle nuove generazioni di professionisti della pasticceria.
Ogni anno vediamo giovani pasticceri diplomarsi all’ENSP e intraprendere la propria carriera in tutto il mondo. Non riprodurranno necessariamente la pasticceria francese esattamente come l’hanno appresa, ed è giusto che sia così. Ne trarranno invece ispirazione, la metteranno in dialogo con le proprie culture gastronomiche e, così facendo, scriveranno il prossimo capitolo della sua storia.
Un punto di riferimento globale non è chi impone un modello unico, ma chi continua a ispirare, trasmettere il proprio sapere ed evolversi attraverso il dialogo con le altre culture.
È proprio così che la pasticceria francese continua a essere un punto di riferimento mondiale.
Simona Schifano
Account Executive
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