
17 Agosto 2026
Buongiorno a tutti,
per chi sta trascorrendo queste calde giornate di sole in serenità, magari godendosi qualche giorno di meritato riposo, volevo comunicarvi che saremmo felici di accogliervi in azienda per assaggiare i primi grappoli di Moscato d’Asti che abbiamo appena iniziato a vendemmiare.
Ormai dobbiamo abituarci ad iniziare la vendemmia in agosto, pur essendo a ridosso delle Alpi e a 420 metri sul livello del mare.
Sono lontani i tempi in cui, andando con il pullman verso Alba per frequentare la Scuola Enologica, vedevo le vigne di Nebbiolo sotto la neve ancora con i grappoli attaccati, nella prima settimana di novembre.
Erano i primi anni Ottanta, se non ricordo male il 1982 (grande annata!!!) e in quegli anni la vendemmia dei Nebbioli nella seconda metà di ottobre era la consuetudine.
Oggi dobbiamo abituarci a vendemmiare sotto il sole e non più sotto la neve, con i pantaloni corti e non più con la giacca a vento, ma abbiamo imparato a gestire anche le annate calde in modo corretto.
La vendemmia 2022, la più precoce di sempre fino a oggi per quello che ci riguarda, è iniziata il 23 agosto. Oggi abbiamo in vendita i Barbareschi, la Barbera Tulin e il Long Now del 2022 e devo dire che sono molto contento di quello che esprimono nel bicchiere.
La grande fortuna, per quanto riguarda l’annata 2026, è che abbiamo iniziato l’anno con un po’ di neve e fino a maggio sono caduti circa 500 millimetri di pioggia, a differenza dei 250 millimetri totali del 2022.
Questa situazione ha mitigato in parte il grande caldo e l’assenza di precipitazioni dei mesi di giugno e luglio e, anche se oggi si iniziano a vedere i primi segnali, ha permesso alla vite di non andare in stress idrico.
I primi dati analitici elaborati dai vari Consorzi di Tutela indicano un buon equilibrio tra le diverse componenti dell’uva, una concentrazione alcolica non eccessiva e una buona componente acida che dovrebbe mantenersi anche durante la fermentazione.
Noi, come sempre, metteremo in atto tutto il nostro sapere e tutta la nostra esperienza per cercare di regalarvi quello che di meglio questa annata può offrirci ma senza stravolgere nulla, proprio per ritrovare magari a distanza di anni un ricordo del 2026.
Il vino è proprio questo: la fotografia di una stagione, di un percorso, di un ricordo che rendono ogni annata unica, diversa, particolare, ma proprio per questo affascinante.
Non siamo omologati, non siamo sempre uguali, non siamo standardizzati ed è proprio questo il bello del vino: un prodotto unico, ogni anno diverso e che, nonostante gli alti e i bassi del mercato, avrà sempre la forza di raccontare qualcosa.
Per questo bisogna essere attenti ma anche fiduciosi nel futuro del nostro mondo capace, come molti altri aspetti della vita quotidiana, di offrirci sempre qualcosa di bello e di nuovo da raccontare.
Grazie mille, come sempre, per l’attenzione e la vicinanza che dimostrate alla nostra azienda e ai vini che produciamo.
In attesa del nostro prossimo incontro, invio a tutti un grande in bocca al lupo per i prossimi mesi autunnali, i migliori per aprire una buona bottiglia di Barbaresco.
Giorgio Pelissero





