di Virgilio Pronzati

18 Giugno 2026

Il dr Arturo Gris da anni socio di Go Wine e Delegato del Club Go Wine di Genova, promuove per i suoi consociati iniziative enogastronomiche di rilievo. Degustazioni di vini pregiati in enoteche e ristoranti, gite e viaggi studio in aziende vitivinicole, corsi di degustazione e, ideate e create dallo stesso Gris: Go Wine Week-end e Stock & Go (Wine). La prima comprende un fine settimana di due giorni dedicato all’approfondimento delle migliori zone di produzione regionali e delle rispettive cantine.

La seconda, periodici incontri conviviali dedicati alla valorizzazione della cucina genovese e ligure, con piatti di stoccafisso e baccalà abbinati professionalmente a vini selezionati. L’ultimo di questi, si è tenuto con successo l’undici giugno scorso all’Antica Osteria Toe Drue di Sestri Ponente, una delle Tavole del Mangiarbene in Liguria gestita al meglio da circa trent’anni da Andrea Zane. Ospite della serata la prestigiosa Cascina Chicco di Canale d’Alba.

Prima di entrare nell’argomento, due parole sui posti e i protagonisti. Il nome Sestri deriva dalla volgarizzazione del latino Sextum contenuto nella frase Sextvm lapis ab Urbe Januae, nome di un piccolo villaggio sorto, probabilmente, nel II secolo dove era posta la VI pietra miliare sulla strada consolare romana via Aemilia Scauri che collegava Roma con Genova. In un passato più recente, nell’800, Sestri Ponente passò da un borgo marinaro con risorse ittiche e agricole a centro industriale. Prima costruendo grandi vascelli e bastimenti, poi le prime navi a vapore e infine i transatlantici.

Come avvenne con la Fiat a Torino che assunse migliaia di lavoratori, anche a Genova con i Cantieri Navali Ansaldo, nella Delegazione di Sestri Ponente sorsero necessariamente nuovi punti di ristoro. Tra questi l’antica trattoria Toe Drûe, cioè tavole spesse che, restaurate nel tempo, sono presenti ancor oggi, rappresentando il meglio del bagaglio gastronomico genovese e ligure, a volte, con geniali innovazioni.

Canale d’Alba fu fondato nel 1260 ex novo dal libero Comune di Asti, sui terreni appartenuti a diversi feudatari legati al Vescovo di Asti. La popolazione vi fu trasferita nelle terre dell’antico feudo di Crispiano signore d’Arneis del Roero (detto Crispino di Arneis).i coloni provenivano da differenti villaggi della zona, quali Anterisio, Loreto di Canale, Castelletto d’Astisio e altri centri minori. Da sempre dedito all’agricoltura e in particolare alla coltivazione della vite da cui trae gran parte sostegno economico dalla qualificata produzione di vino, Canale nei primi decenni del Novecento, colpito dalla fillossera e dalla tremenda grandinata del 1906 sostituì la vite con la coltivazione del pesco.

Nacque così il mito di “Canale del Pesco”: un mercato giornaliero e quantità di prodotto consentirono al paese di esportare pesche anche oltre i confini nazionali e di rilanciare l’economia agricola del luogo. Attualmente i pescheti si sono notevolmente ridotti a favore di una mirata e qualificata viticoltura che produce gli ottimi vini Docg Roero e Roero Arneis, e un’ esclusiva Castellinaldo Barbera d’Alba. Non a caso, Canale è un vero e proprio “Cru” e storica capitale del Roero.

La Cascina Chicco entra di diritto nel ristretto numero delle cosiddette Cantine d’Arte. Una cattedrale del vino eretta con stile ed ingenti risorse economiche che oltre a conferire prestigio alla Famiglia Faccenda, ne racconta le origini del fondatore, valorizzando non solo il proprio territorio ma l’intero Piemonte. Il contitolare Enrico Faccenda (l’altro è il fratello Marco) è sicuramente un personaggio del mondo del vino.

Oltre alla proprietà nel Roero con vigneti a Castellinaldo e Valmaggiore, ne possiedono altre nei territori più vocati della zona del Barolo e del Barbaresco: Ginestra, Mosconi e Ravera per il Barolo, Ovello per il Barbaresco. Oltre a tutto questo, Enrico Faccenda dimostrando “visione”, dinamismo e innata imprenditorialità, ha acquisito una cantina a Montalcino (cosa che ricorda un grande di Barbaresco) e continua a fare il sindaco di Canale.

Ecco i piatti e i vini che hanno siglato la riuscita serata
Golose Panissette di benvenuto esaltate dal bouquetè, fresco e sapido, pieno e persistente Spumante Classico Extra Brut Cuvèe Zero 2022 da uve Nebbiolo.
Irrinunciabili acciughe aperte e dorate; Ghiotte polpette di baccalà accompagnate da crema al limone fatta in casa sposate al floreale, fruttato e minerale Roero Arneis Anterisio 2025.
Soffici Gnocchi artigianali con ragù di orata e polvere di olive taggiasche accoppiati al fruttato, varietale e armonico Barbera d’Alba Granera Alta 2024.
Innovativi Involtini di Manzo Piemonte con cuore di melanzane e San Stè, su purea di patate e porri e salsa di verdure e pomodoro perfettamente abbinato ad un grande e completo Roero Riserva Valmaggiore 2021.
Dulcis in fundo con Bianco Mangiare con cremoso al cioccolato e crumble al cacao accompagnato dal dolce. frizzante ed aromatico Birbet da uve Brachetto. Caffè

Foto copertina: Da sx Andrea Zane, Enrico Faccenda e Arturo Gris
Foto 1: Enrico Faccenda patron di Cascina Chicco presenta azienda e vini
Foto 2: Parte del folto gruppo di soci presenti
Foto 3: Altri soddisfatti soci
Foto 4: Le acciughe aperte e dorate. Le polpette di baccalà. accompagnate da crema al limone fatta in casa
Foto 5: Gnocchi artigianali con ragù di orata e polvere di olive taggiasche
Foto 6: Involtini di manzo Piemonte con cuore di melanzana e San Stè, su purea di patate e porri e salsa di verdure e pomodoro
Foto 7: Bianco mangiare con cremoso al cioccolato e crumble al cacao
Foto 8: I cinque vini abbinati
Foto 9: Gli interventi di Enrico Faccenda e Arturo Gris
Foto 10: Superato l’ingresso, l’originale bancone del Toe Drue





