
21 Settembre 2026
1.002 bottiglie a 34 metri di profondità: nasce Arctic Barolo, frutto della collaborazione tra Rivetto e Hurtigruten. Dalle colline delle Langhe alle acque dell’Artico norvegese. Dopo dodici mesi, trascorsi a 34 metri di profondità, 1.002 bottiglie di Barolo Rivetto sono riemerse dal mare al largo di Kirkenes, nel nord della Norvegia. È il primo Barolo affinato nelle acque artiche e dà vita ad Arctic Barolo, il progetto realizzato insieme a Hurtigruten, storica compagnia norvegese che da oltre 130 anni collega le comunità lungo la costa del Paese con i suoi viaggi marittimi.
Le bottiglie erano state immerse a 70° Nord, dove per un anno sono rimaste in condizioni molto diverse da quelle di una cantina tradizionale: una temperatura pressoché costante di circa 5–6 °C, oscurità completa e una pressione di circa 4 bar.
L’obiettivo era semplice quanto inusuale: osservare cosa sarebbe accaduto a un Barolo già affinato secondo il proprio percorso tradizionale, una volta esposto, per un periodo prolungato, alle particolari condizioni del mare artico.
Il vino scelto per l’esperimento è il Barolo 2021 del Comune di Serralunga d’Alba di Rivetto, azienda certificata biologica e biodinamica. Prima dell’immersione, il Barolo aveva completato il proprio normale percorso di vinificazione e affinamento, compresi 24 mesi in grandi botti di rovere.
Una volta recuperate, le bottiglie sono state aperte e degustate per la prima volta accanto allo stesso vino rimasto per dodici mesi nella cantina di Rivetto. La degustazione comparativa è stata guidata da Henrik Dahl Jahnsen, Presidente della Norwegian Sommelier Association, che ha rilevato differenze nette tra le due bottiglie.
La differenza tra il vino conservato in cantina e quello affinato nelle acque artiche è risultata immediatamente evidente,” ha commentato Dahl Jahnsen. “Arctic Barolo mostrava un colore rubino più brillante e giovane, con un profilo aromatico più fresco e preciso, caratterizzato da note di frutti selvatici e fiori. Anche i tannini apparivano più freschi e croccanti, conferendo al vino un’espressione complessivamente più giovane. Mi ha sorpreso quanto fosse netta la differenza e quanto distintivo fosse il carattere del vino affinato nelle acque artiche.”

Un risultato che non vuole fornire risposte definitive, ma apre nuove domande sul rapporto tra tempo, temperatura, pressione e ambiente di affinamento.
“La parte più interessante per me era proprio non sapere cosa sarebbe successo,” racconta Enrico Rivetto. “Il vino è vivo e continua a evolvere nel tempo. Portare un Barolo nato sulle colline di Serralunga in un ambiente completamente diverso come il mare artico significava uscire dai nostri riferimenti abituali e osservare la sua reazione. Assaggiare le due bottiglie una accanto all’altra e percepire una differenza così evidente è stato sorprendente e affascinante.”
Per Rivetto, il progetto nasce prima di tutto da una curiosità condivisa con Hurtigruten e dall’incontro tra due territori apparentemente lontanissimi.
“Ci piace l’idea che un vino profondamente legato al proprio luogo di origine possa diventare anche uno strumento di esplorazione,” prosegue Rivetto. “Il Barolo resta espressione di Serralunga e delle Langhe, ma questa esperienza ci permette di guardarlo da una prospettiva diversa. È l’incontro tra due paesaggi, due culture e due modi di vivere il rapporto con la natura.”
Dalle Langhe alla costa norvegese
Per Hurtigruten, che da oltre un secolo accompagna i viaggiatori alla scoperta della costa norvegese attraverso i suoi itinerari marittimi, l’esperimento rappresenta un modo nuovo di raccontare l’ambiente artico attraverso il gusto. Le bottiglie di Arctic Barolo saranno ora servite in esclusiva a bordo delle navi Hurtigruten lungo la costa norvegese, permettendo agli ospiti di degustare il vino navigando nelle stesse acque in cui è rimasto immerso per un anno.
Anche l’impatto ambientale dell’esperimento è stato considerato fin dall’inizio. L’installazione è stata progettata per essere interamente recuperabile, utilizzando materiali adatti all’ambiente marino; al termine dei dodici mesi, tutte le bottiglie e tutte le strutture utilizzate sono state rimosse dal fondale. Arctic Barolo rappresenta così il primo capitolo della collaborazione tra Rivetto e Hurtigruten: un incontro tra Langhe e Artico nato dalla volontà di sperimentare, osservare e continuare a interrogarsi sul potenziale evolutivo del vino.
Paola Chiapasco





