
05 Settembre 2026
Nel vigneto sperimentale dellâIstituto Ridolfi di Scerni raccolte le uve delle 18 varietĂ resistenti.
Il progetto è promosso dal Consorzio Tutela Vini dâAbruzzo con una qualificata partnership.
Il presidente del Consorzio Nicodemi: âUna sfida enologica e di sostenibilitĂ â
Lâassessore regionale allâAgricoltura Imprudente: âRicerca ed innovazione per la viticoltura abruzzese del futuroâ
Dalla vigna al vino per capire se i vitigni resistenti possono rappresentare una risorsa per la viticoltura abruzzese. Ă terminata, a Scerni, la prima vendemmia sperimentale di vitigni Piwi, coltivati presso lâazienda agraria dellâIstituto Tecnico Agrario âCosimo Ridolfiâ. Si tratta del primo raccolto di un progetto che studia il comportamento di varietĂ resistenti alle principali malattie fungine della vite e verificarne, nel tempo, lâadattamento al territorio, le caratteristiche produttive e il potenziale enologico e che il Consorzio Tutela Vini dâAbruzzo promuove e finanzia dal 2024.
La vendemmia, iniziata lo scorso 29 luglio, arriva al terzo anno dallâimpianto del vigneto e apre una fase importante della sperimentazione: le uve raccolte a Scerni sono state sottoposte a microvinificazione. I vini ottenuti, insieme ai dati agronomici raccolti in campo, forniranno ulteriori elementi per valutare il potenziale delle singole varietĂ .
Nel vigneto sono presenti 18 varietĂ : Bronner, Charvir, Fleurtai, Johanniter, Kersus, Palma, Pinot Iskra, Sauvignon Nepis, Sauvignon Rytos, Solaris, Sauvignier Gris, Cabernet Eidos, Nermantis, Pinot Kors, Pinot Regina, Sevar, Termantis e Volturnis.
Il lavoro di monitoraggio è stato guidato dallâagronomo Fausto Cimini, che ha seguito la crescita di dieci piante per ciascuna cultivar, contrassegnate individualmente, effettuando rilievi tecnici settimanali dalla fase di gemma cotonosa fino alla maturazione. Sono stati registrati i principali parametri fenologici e produttivi: germogliamento, fioritura, allegagione, invaiatura, numero di germogli e grappoli, fertilitĂ delle gemme, posizione del primo grappolo sul tralcio, peso dellâuva, numero e peso dei grappoli e peso medio degli acini. Un monitoraggio che non si è limitato alla produttivitĂ . Lâintero vigneto è stato infatti osservato anche dal punto di vista fitosanitario per verificare la risposta delle varietĂ a peronospora e oidio, le due principali patologie fungine per le quali i Piwi sono stati selezionati. Secondo la relazione tecnica, tutte le piante osservate hanno mostrato completa resistenza alle due patologie.
âQuella dei vitigni resistenti è una sfida enologica, ma anche una sfida di sostenibilitĂ , che abbiamo scelto di affrontare mettendo insieme partner importanti e competenze diverse – sottolinea Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini dâAbruzzo -. La prima vendemmia è un passaggio fondamentale perchĂŠ ci permette di cominciare a confrontarci concretamente con il prodotto della vigna. Da ora saranno le uve e le microvinificazioni a dirci qualcosa in piĂš sul potenziale enologico di queste varietĂ . Ma il progetto non si esaurisce con una vendemmia: servono anni di osservazione, dati e confronti per capire quali genotipi possano essere realmente adatti al nostro territorio. Come Consorzio, crediamo che la ricerca sui vitigni resistenti sia un investimento strategico poichĂŠ la sostenibilitĂ non può essere soltanto una dichiarazione di principio ma deve tradursi in capacitĂ di innovare senza perdere il legame con il territorio. Per questo â aggiunge Nicodemi â abbiamo costruito una squadra con partner importanti, ciascuno con una competenza specifica: dalla scuola allâuniversitĂ del sapere tecnico, dal mondo vivaistico agli enologi, dagli agronomi ai periti agrari. Ă proprio questa integrazione di competenze che può permetterci di affrontare seriamente una sfida che riguarda lâintera filieraâ.
âLâavvio della vendemmia Piwi in Abruzzo rappresenta un risultato importante di un percorso che mette ricerca, innovazione e sostenibilitĂ al servizio della nostra viticoltura â dichiara Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore allâAgricoltura -. La sperimentazione condotta a Scerni ci consente di acquisire dati e conoscenze preziose su varietĂ che potrebbero contribuire a rendere il sistema vitivinicolo regionale sempre piĂš resiliente e competitivo, riducendo al contempo la pressione delle principali patologie fungine e lâimpiego di trattamenti. Ă un lavoro che richiede tempo, rigore scientifico e capacitĂ di fare sistema, ma che va nella direzione che, come Regione Abruzzo, riteniamo strategica: sostenere lâinnovazione in agricoltura senza perdere il legame con le nostre produzioni e con la specificitĂ dei nostri territori. Continueremo a seguire con attenzione questa sperimentazione â conclude lâassessore Imprudente – e tutti i futuri progetti scientifici sul tema, perchĂŠ i risultati che emergeranno nei prossimi anni potranno offrire nuove opportunitĂ e strumenti alle nostre imprese vitivinicoleâ.
Quella dei Piwi è, infatti, solo una delle iniziative del Consorzio nellâambito di studi di filiera che, insieme ai vitigni resistenti, vedrĂ presto lâavvio di altri due filoni di ricerca, uno sulle Tea (Tecnologie di evoluzione assistita) che permettono di generare nuovicloni migliorati di varietĂ giĂ esistenti, autoctone oltre che internazionali, meno suscettibili alle malattie e agli stress biotici e abiotici e lâaltro dedicato ai vini autoctoni regionali, con lâobiettivo di mettere a disposizione dei viticoltori maggiori conoscenze e, soprattutto, piĂš possibilitĂ di scelta per le future strategie produttive.
Il progetto del Consorzio Tutela Vini dâAbruzzo coinvolge infatti lâIstituto âRidolfi-Zimarinoâ di Scerni, i Vivai Cooperativi Rauscedo, il CIVIT â Consorzio Innovazione Vite, Assoenologi Abruzzo-Molise, la Federazione Regionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali dellâAbruzzo e il Collegio Interprovinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati di Chieti-LâAquila.
La sperimentazione ha un orizzonte complessivo di almeno 5-6 anni, con almeno tre microvinificazioni e la costruzione, per ciascun genotipo, di un profilo quantitativo e qualitativo completo. Lâobiettivo finale è arrivare a disporre di dati sufficienti per valutare le varietĂ e, per quelle che dimostreranno di possedere caratteristiche adeguate, procedere con lâeventuale richiesta di iscrizione nellâElenco regionale delle varietĂ di vite autorizzate in Abruzzo.
PER APPROFONDIRE
Piwi è lâabbreviazione del termine tedesco pilzwiderstandsfähig, cioè âvitigno resistente ai funghiâ.
Si tratta di varietĂ ottenute attraverso incroci naturali tra la Vitis vinifera europea e altre specie del genere Vitis, di origine americana e/o asiatica, portatrici dei geni della resistenza. Gli incroci avvengono attraverso impollinazione, selezione dei semi e successiva selezione delle piante.
PIWI NON SIGNIFICA OGM – Le varietĂ resistenti non sono organismi geneticamente modificati: la loro caratteristica distintiva deriva da un percorso di incrocio e selezione. Il vantaggio agronomico è nella capacitĂ delle piante di difendersi dalle principali malattie fungine, permettendo una significativa riduzione dei trattamenti fitosanitari. Meno trattamenti significa potenzialmente meno prodotti fitosanitari utilizzati, minore esposizione per chi lavora in vigna, maggiore tutela per chi vive nelle aree circostanti, minori consumi legati alle operazioni in campo e una conseguente riduzione delle emissioni di COâ.
Francesca Motta





