
27 maggio 2026
UNA SCULTURA ARCHITETTONICA TRA FUNZIONE ED ESTETICA NEL CUORE DEL TRENTODOC
Progettata come una vera opera dâarte da vivere, la nuova struttura mette in scena l’enoturismo d’eccellenza: dalle visite guidate in cantina e nei vigneti, alle masterclass con degustazioni dedicate. Un percorso che si completa nel nuovo Bistrot, pronto ad accogliere chi ama il buon vivere, il design, e desidera immergersi nel mondo delle bollicine del Trentodoc. Inaugurata ufficialmente oggi la nuova realtĂ di Moncalisse, firmata dallâarchitetto altoatesino David Stuflesser insieme alla socia Nadia Moroder.
La struttura si staglia con un bianco luminoso tra i vigneti, fondendosi al contempo con il paesaggio in modo naturale e riprendendone le linee sinuose. Un progetto nato da un approccio sensibile e fortemente orientato alla sostenibilitĂ ambientale, che diventa il nuovo punto di partenza per unâesperienza immersiva nel territorio del Trentodoc.
Un’architettura che si lascia ispirare dalle curve fluide che disegnano i vigneti della proprietĂ e la natura stessa, il concetto architettonico, trovando la sua genesi nella cultura e nell’identitĂ del luogo. Le forme circolari si riflettono nei contorni della collina, nei profili dei muretti a secco, fino a ricongiungersi con le antiche “Coppelle“: incisioni rupestri risalenti allâetĂ del Bronzo e del Ferro rinvenute proprio tra i filari, testimoni del fascino mistico che questo luogo possiede da millenni.âAbbiamo cercato di trasformare l’elemento primordiale dell’architettura â il muro â in un elemento del paesaggio, facendolo fluttuare fino a farlo diventare un edificioâ, spiega lâarchitetto David Stuflesser.

Il logo di Moncalisse ha infatti ripreso l’estetica circolare partendo dalla pianta della struttura vista dallâalto. Disegna cosĂŹ una doppia forma simmetrica: la “M” di Moncalisse e, contemporaneamente, lâintreccio e l’unione indissolubile delle due fondatrici, le sorelle Julia e Karoline Walch.
Il viaggio tra esterno e interno prosegue nel sottosuolo. All’interno della struttura ipogea, le linee delle pareti giocano con i contrasti tra luce e ombra, regalando all’ambiente volume, profonditĂ e un’atmosfera teatrale. La barricaia, con le sue altezze maestose di 11m, evoca una solennitĂ quasi mistica, simile a una cattedrale laica in cui la bellezza formale si sposa con la funzionalitĂ tecnica.
âLâarchitettura si sviluppa attraverso un dialogo tra due mondi: quello nascosto e silenzioso della struttura ipogea, dove avvengono i processi produttivi, e quello visibile e aperto della parte emergente, pensata per accogliere il pubblico e raccontare lâidentitĂ di Moncalisse. Origine e ambizione, precisione e profonditĂ , passato e futuro segnano questo progettoâ, osservano Julia e Karoline Walch.
La scelta di collocare la maggior parte dei volumi nel sottosuolo consente infatti di sfruttare la temperatura naturale del terreno (circa 13°C), garantendo le condizioni termiche costanti richieste dai lunghi affinamenti del Metodo Classico. In questo spazio nascosto, anche la lavorazione delle uve rispetta lâarchitettura: la vinificazione avviene interamente per gravitĂ , un principio che tutela la materia prima con estrema delicatezza per garantire i massimi standard qualitativi.
Particolare attenzione è stata dedicata alla scelta materica e cromatica, dove il bianco e il rosso guidano il progetto in un omaggio visivo al contesto locale. Le superfici in calcestruzzo rosso-marrone con inserti di porfido bocciardato richiamano direttamente il terreno; lâinvolucro esterno, caratterizzato da un intonaco bianco grezzo, evoca la purezza della forma astratta e le rocce sedimentarie calcaree stratificate della zona evocando la lucentezza delle “perle bianche”, le bollicine.
Dalla profonditĂ della terra l’esperienza risale poi in superficie, per aprirsi su una splendida terrazza panoramica rivolta a sud: un invito alla sosta e alla contemplazione del paesaggio vitato, dove l’ospitalitĂ di Moncalisse si mostra a cielo aperto.
La nuova realtĂ dedica una cura assoluta allâenoturismo, concepito come unâesperienza strutturata che guida il visitatore alla scoperta dellâarchitettura, del terroir e della filosofia di Moncalisse.
âCon lâapertura della struttura puntiamo a dare un ulteriore slancio a Moncalisse, una realtĂ giovane ma determinata a lasciare un segno nel prestigioso scenario del Trentodoc. Nasce un vero luogo dâesperienza dove poter toccare con mano la filiera del vino a partire dalla terra. La tenuta si propone come uno spazio di conoscenza aperto alle visite e alle degustazioni abbinate alle specialitĂ locali, con il chiaro obiettivo di valorizzare gli aspetti unici e distintivi della nostra terraâ, affermano le sorelle Julia e Karoline.
Anche il contesto nel quale sorge lâedificio è fortemente identitario, a partire dalla sua collocazione geografica a 600 metri di altitudine, alle pendici del Monte Calisio, unâarea di importante rilievo geologico e storico a nord-est di Trento. I dodici ettari di vigneti d’altura beneficiano di un microclima alpino fresco e ventilato, ideale per lo Chardonnay e il Pinot Nero: un terroir ideale per dare vita a bollicine dâeccellenza. Il cuore della proprietà è costituito da una âparcella nobileâ di un ettaro, caratterizzata da vecchie viti di Chardonnay, dove la biodiversitĂ viene tutelata secondo i piĂš rigidi principi di sostenibilitĂ .
In occasione dellâinaugurazione ufficiale lo Chef Othmar Raich del ristorante Miil di Cermes ha ideato una proposta gastronomica in abbinamento con i due vini Moncalisse: Montis Arcentarie Blanc de Blancs Extra Brut Riserva 2017 e Millesimato Extra Brut Riserva 2019.
Raffaella Tosi





