
08 Dicembre 2026
Archeologia del vino lungo la costa livornese e oltre
Un libro scritto per il vino italiano
Quando la cultura del vino incontra lâarcheologia e le scienze della vite nasce un racconto capace di parlare anche al settore enologico di oggi. Ă in libreria per Effigi Edizioni (2025) âLa passione degli Etruschi per il vino. Archeologia del vino lungo la costa livornese e oltreâ, scritto dallâarcheologa Carolina Megale. Un volume nato dalla mostra âNel segno di Fuflunsâ e pensato per ricostruire, con attraverso i reperti archeologici la lunga storia del rapporto tra comunitĂ antiche e viticoltura, dalla costa livornese e dalla Val di Cornia fino alla Maremma grossetana e al Lazio settentrionale.
Nellâintroduzione, Andrea Zifferero (UniversitĂ di Siena) propone un approccio che supera le ricostruzioni âa compartimentiâ: archeologia, archeobotanica, analisi chimiche dei residui in dolia e anfore, botanica e biologia molecolare concorrono a definire tempi, modalitĂ e geografie della domesticazione della vite, dalla Vitis vinifera sylvestris fino alle varietĂ coltivate. Una domanda guida il lavoro: possono sopravvivere, âin forma viventeâ, frammenti di un paesaggio agrario antico?
Le prime pagine del libro portano il lettore dentro due progetti di ricerca dâavanguardia avviati dal 2004: VINUM (2004â2006) e ArcheoVino (dal 2006 a oggi). Attraverso la mappatura delle viti selvatiche presso siti etruschi e romani e lâanalisi del DNA, le ricerche hanno costruito un database genomico in aree riferibili ai territori politici di Populonia e Cerveteri, con particolare attenzione alla Valle dellâAlbegna. I risultati mostrano che alcune âlambruscaieâ non sono semplici viti spontanee, ma residui viventi di antichi vigneti, ancorabili cronologicamente grazie al dialogo tra dato biomolecolare e contesto archeologico.
Emergono anche dinamiche di circolazione varietale: vitigni come Ansonica, Sangiovese e Ciliegiolo sarebbero giunti nella Valle dellâAlbegna tra VIII e VII secolo a.C. tramite reti di navigatori greci e fenici, che insieme al vino trasportavano anche materiale vegetale selezionato. E la ricerca diventa sperimentazione: i cloni di piante antiche recuperati in Maremma sono oggi coltivati nel vigneto sperimentale etrusco-romano presso Ghiaccio Forte (Scansano), impostato secondo la tecnica dellâalberata/arbustum, con viti âmaritateâ ad aceri campestri.
Il volume è un lungo racconto che spiega come il vino abbia accompagnato la storia dellâumanitĂ , a partire dalla Preistoria e di come gli Etruschi abbiano scandito attraverso la cultura del vino molti momenti della loro vita quotidiana.
Il libro si chiude con un invito al viaggio: musei e parchi archeologici lungo la costa livornese e oltre, per leggere il paesaggio del vino con occhi nuovi e progettare narrazioni che uniscano cultura, territori e vitigni.
ÂŤQuesto libro, nato dalla mostra â spiega Carolina Megale â nasce come contributo non solo alla storia, ma alla grande tradizione legata al mondo del vino nella nostra penisola. Un percorso millenario che ha accompagnato il percorso della vite fino ai giorni nostri. Il vino è un patrimonio culturale italiano e questo libro è un tributo scientifico alla nostra storia perchĂŠ è molto piĂš di un prodotto agricolo: è un indicatore profondo della cultura, delle credenze, dell’economia e delle strutture sociali che hanno plasmato gli antichi popoli del Mediterraneo.
Gli Etruschi, in particolare, legarono al vino molti aspetti sociali e della vita quotidianaÂť.
La passione degli Etruschi per il vino è un libro piĂš che mai attuale che riconduce lâamore per la bevanda di Fufluns (il Bacco latino) al ruolo centrale che la storia li ha dato e che continua ad avere nel panorama culturale e quotidiano italiano, in un momento storico nel quale affermare la sua importanza, che ha radici millenarie, è fondamentale.
Info stampa e copie recensione
Effigi Edizioni â Via Roma 14, Arcidosso (GR) â Tel. 0564 967139 â cpadver@mac.com
Carolina Megale – Profilo
Carolina Megale (1975), archeologa classica, è direttrice scientifica del Museo Civico Archeologico âPalazzo Bombardieriâ di Rosignano Marittimo. Coordina le attivitĂ del Sistema dei Musei e Parchi partecipativi della Toscana, la ricerca e il coinvolgimento della comunitĂ del Parco di Archeologia Condivisa di Poggio del Molino a Populonia. Ă autrice di numerose pubblicazioni scientifiche, divulgative e di archeologia pubblica. Ha curato, tra gli altri, il manuale di archeologia Fare lâarcheologo. Per passione e per mestiere e scritto con Stefano Monti il Manuale di management per lâarcheologia. Processi e procedure per lâarcheologia nella societĂ contemporanea (McGrawHill).
Alessia Romiti





