
02 Aprile 2026
PROSEGUE CON SUCCESSO IL PERCORSO DELLA CILIEGIOLO ACADEMY
Undici vini da altrettanti territori in una degustazione unica nel suo genere e dedicata al Ciliegiolo. Prosegue, dunque, con grande ritmo (ma seguendo il ciclo della natura e della produzione) il progetto Ciliegiolo & Terroir promosso dalla Ciliegiolo Academy che ha visto la presentazione dei dati della ricerca effettuata sui campioni raccolti nei singoli territori lo scorso 4 settembre 2025 ed imbottigliati per un assaggio comparativo effettuato a Pitigliano nella sala riunioni della Cantina Cooperativa appena ristrutturata.
«Ci ritroviamo oggi a seguito dell’incontro tenutosi a novembre presso il CREA di Arezzo, durante il quale è stata effettuata una prima valutazione dei campioni raccolti a settembre –spiega il presidente dell’Academy, Edoardo Ventimiglia, produttore di Sassotondo –. Oggi sono stati presentati i risultati dello studio, seguiti da una degustazione dei vini finiti, nell’ambito del progetto di caratterizzazione del vitigno Ciliegiolo. Il progetto nasce all’interno della Ciliegiolo Academy, una rete di produttori fondata nel 2016 da Edoardo Ventimiglia (sassotondo)insieme a Leonardo Bussoletti ed Antonio Camillo, che riunisce oggi una piccola ma significativa realtà produttiva. Questa giornata rappresenta un momento strategico non solo per condividere i risultati raggiunti, ma anche per avviare una nuova fase di sviluppo dell’Academy: l’obiettivo è ampliarne la struttura, formalizzarne l’organizzazione e rafforzarne il posizionamento».
L’avanzamento della ricerca è stato presentata dal Presidente di GRASPO (Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Salvaguardia e la Promozione della viticoltura), Aldo Lorenzoni e dai tecnici
Luigino Bertolazzi (che ha condotto le microvinificazioni con uve raccolte in quantità di 40kg a campionamento) e Giuseppe Carcereri (che ha seguito anche i risultati delle degustazioni del panel e le conseguenti analisi).
La ricerca ha dimostrato in maniera sistematica e documentata come il Ciliegiolo sappia esprimere la propria identità in differenti terroir, mantenendo freschezza, originalità e dinamismo.
Questo vitigno (al netto delle differenze degustative nate da differenti maturazioni dei grappoli nel momento della raccolta) ha evidenziato come il Ciliegiolo sappia rimanere se stesso pur declinandosi in areali molto diversi, confermando un legame profondo con il paesaggio e le comunità che lo custodiscono.
Il progetto prevede anche, lo ricordiamo, una mappatura semplificata degli areali omogenei, individuati per caratteristiche pedologiche. In Provincia di Grosseto le zone di Pitigliano e Sorano (tufo vulcanico), Manciano, Scansano, Grosseto stessa. Spostandoci in Provincia di Pisa le aree sono quelle di Cecina e Riparbella. Infine, nella Provincia di Terni saranno esaminate Narni (roccia), San Gemini (argilla), Alviano (sabbia), corrispondenti alle aziende aderenti: Leonardo Bussoletti (Narni), Sassotondo (Pitigliano e Sovana), Cantina di Pitigliano, Villa Corano (Pitigliano), Montauto (Manciano), Antonio Camillo (Manciano), Cinelli Colombini (Scansano), Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano (Scansano).
Hanno portato il loro contributo anche il direttore del Crea, Paolo Storchi che coordinerà il progetto scientifico, Claudio D’Onofrio, dell’Università di Pisa che oltre ad un inquadramento storico sulle origini del ciliegiolo, seguirà le analisi meteo e quelle dei profili aromatici. L’Università di Firenze, invece, con il professor Sandro Conticelli si occuperà della caratterizzazione geologica dei terreni e analisi isotopiche con particolare riferimento all’areale vulcanico di Pitigliano e Sorano. Infine, un gruppo di pedologi per la definizione dei profili pedologici dei suoli.
«Le otto aziende che hanno partecipato al progetto – conclude Ventimiglia – hanno contribuito in modo concreto a questo primo passo verso una valorizzazione più ampia del Ciliegiolo. L’intento è ora quello di dare avvio a un percorso strutturato che porti questo vitigno a essere conosciuto e riconosciuto anche a livello internazionale. In quest’ottica, diventa centrale il tema del coinvolgimento dei Consorzi di Tutela in particolare Maremma Toscana e Sovana e di nuove aziende, per consolidare la rete e ampliare l’impatto del progetto».
Lisa Tommasini





