
07 Ottobre 2026
di Giancarlo Pizzo
Dalle cene a tema ai festival di Genova, la storia di Papille clandestine nasce da un legame personale e cresce nel desiderio di aprire la propria tavola agli altri.Prima dei festival, prima del calendario degli eventi, ci sono tre amici. A unirli è la curiosità per il cibo, le tradizioni e i sapori ancora da scoprire. Ma la passione enogastronomica, da sola, non racconta tutta la storia: il filo che tiene insieme l’avventura di Papille clandestine è il piacere di coltivarla in compagnia. Conoscere un produttore, ascoltare le sue idee, assaggiare qualcosa di nuovo acquistano un valore diverso quando diventano esperienze condivise.Il blog è il primo spazio di questo racconto. Permette di scambiare impressioni e incontrare altri appassionati, finché le conversazioni chiedono un seguito fuori dallo schermo. Per i tre soci non si tratta di abbandonare la rete, ma di dare un volto alle persone che la frequentano: sedersi allo stesso tavolo e lasciare che un interesse comune diventi occasione di conoscenza.

Le prime cene, il gusto dell’incontroIl percorso comincia con le cene a tema e le gite fuori porta. Sono appuntamenti raccolti, nei quali i produttori artigianali presentano i propri prodotti e il pensiero che ne guida il lavoro. Gli abbinamenti incuriosiscono gli ospiti; dietro un sapore, però, emerge anche la storia di chi lo ha reso possibile.È qui che prende forma un’intuizione: offrire a un pubblico più ampio la possibilità di conoscere quelle realtà agroalimentari. Non soltanto degustare, dunque, ma avvicinarsi alle famiglie, alla fatica e alle scelte che stanno dietro ciò che arriva in tavola. L’amicizia dei fondatori diventa così il punto di partenza di un progetto aperto, capace di coinvolgere persone nuove senza perdere il carattere delle prime serate.Dalle serate ai festival di GenovaNel 2015 nasce il Genova Beer Festival. Quattro anni dopo, nel 2019, si aggiunge il Genova Wine Festival. Birra e vino sono due espressioni della stessa curiosità: i nuovi appuntamenti ampliano il pubblico e portano su una scala diversa l’incontro fra produttori e appassionati.La dimensione cresce, ma il senso del progetto resta riconoscibile. I festival non esauriscono l’attività dell’associazione, che ogni anno propone ai soci eventi, incontri e iniziative. Accanto ai grandi appuntamenti continua a esserci spazio per la relazione: quella che permette di tornare, riconoscersi e sentirsi parte di una comunità.

La cultura dietro un bicchiere , un’amicizia che fa spazio agli altriPapille clandestine è un’associazione senza scopo di lucro, nata per diffondere la cultura enogastronomica attraverso occasioni di aggregazione. La sua prospettiva va oltre il piatto o l’etichetta: valorizzare il lavoro dell’artigiano, del contadino e del vignaiolo significa riconoscere le persone, i territori e le conoscenze che ogni prodotto porta con sé.Avvicinare città e campagna diventa parte di questo impegno. Una degustazione può aprire una conversazione su come si produce, sulle tradizioni che si custodiscono e sulle strade nuove che si scelgono di percorrere. Il sapere non viene esibito come un requisito d’ingresso, ma condiviso come uno strumento per capire meglio.I tre amici affrontano il percorso con autoironia e una simpatia scanzonata, senza confondere la leggerezza con la superficialità. La serietà dei contenuti convive con il piacere di imparare divertendosi: chi conosce già il mondo enogastronomico e chi vi si affaccia per la prima volta devono poter trovare entrambi il proprio posto.Il legame fra i tre soci non chiede gusti identici né giudizi sempre concordi. Nel racconto di Papille clandestine, l’amicizia si misura anche nella libertà di esprimere un’opinione diversa, senza trasformare la tavola in una gara di competenza.

Si può non apprezzare un vino, fare una domanda semplice, cambiare idea: la sincerità conta più del bisogno di fare bella figura.Questo modo di stare insieme si allarga alla famiglia di amici e volontari che sostiene l’associazione. I fondatori ne riconoscono il contributo con gratitudine: dietro ogni appuntamento ci sono persone che dedicano tempo ed energie a un progetto comune. Sono presenze che il nome di un festival non basta a raccontare, ma senza le quali l’avventura non sarebbe arrivata fin qui.È forse questo il passaggio più significativo: un’amicizia fra tre persone non è rimasta un cerchio chiuso. È diventata un invito. Dalle prime cene ai festival, Papille clandestine ha portato fuori dallo schermo una comunità, conservando al centro il desiderio che l’aveva fatta nascere. Il bicchiere offre un’occasione; a dare valore all’incontro sono le persone che si siedono accanto.L’’Associazione Culturale Papille Clandestine nata nel 2015, è presieduta dal giornalista Alessandro Ricci e coadiuvato dal Vice Presidente Giulio Nepi e dal Tesoriere Daniele Miggino, si avvale della preziosa collaborazione della “colonna” genovese di Intravino formata da Fiorenzo Sartore e Pietro Stara.








