
16 Maggio 2026
Oltre 100 giornalisti internazionali, dodici tour operator, 56 aziende e cinque giornate di approfondimenti, degustazioni, talk ed enotour per la XXII edizione firmata Assovini Sicilia.
Presentato il report della vendemmia 2025: âlâanno della fiducia e qualitĂ ritrovataâ
Si chiude il 16 Maggio con la degustazione solidale aperta al pubblico
Sicilia en Primeur accoglie piĂš di 100 giornalisti da tutto il mondo in questa sua XXII edizione che ha preso il via allâOratorio dei Bianchi lâ11 maggio con il convegno di apertura dedicato allâapprofondimento del tema dellâenoturismo. Lâevento, ideato da Assovini Sicilia nel 2004, questâanno ha scelto il claim âTaste the Island. Live the Storyâ per sottolineare come lâesperienza legata al vino è viva e abbraccia non solo le cantine ma il territorio, lâarte, la storia.
La manifestazione prevede cinque giornate di incontri, degustazioni, approfondimenti, visite nelle aziende associate.
Da questo pomeriggio parte proprio il viaggio nel cuore della Sicilia del vino: dodici enotour che condurranno la stampa nazionale e internazionale alla scoperta delle diverse anime vinicole, a testimonianza di un format che fa del territorio il suo protagonista. E per la prima volta, ci saranno anche dodici tour operator che si uniranno al viaggio nei territori a conferma che per Assovini Sicilia lâenoturismo è un comparto che ha bisogno di una strategia specifica.
MartedĂŹ 12 maggio, il settecentesco Real Albergo delle Povere, appena ristrutturato, ha ospitato le 56 aziende protagoniste di questa edizione che hanno presentato le anteprime dialogando direttamente con i giornalisti. Lâiniziativa ha dato spazio anche alle nuove realtĂ emergenti del territorio, valorizzando tutte le voci del vino siciliano. La sera, Palazzo SantâElia è stato il luogo scelto per il Wine Party organizzato in onore di tutti i partecipanti e degli stessi produttori. La cena ha visto anche la partecipazione de La Sicilia di Ulisse, che rinnova la propria collaborazione con Assovini Sicilia con lâobiettivo di promuovere insieme lâeccellenza enologica e gastronomica della regione. Nel corso della serata, il menĂš è stato arricchito dallo show cooking di tre chef dellâassociazione: Nino Ferreri di Limu, Vincenzo Sansone di Cortile Pepe e il Presidente Tony Lo Coco de I Pupi.
Oggi, negli stessi luoghi si è svolta la degustazione tecnica assistita dai sommelier AIS con oltre quattrocento etichette – preceduta dalla presentazione del Report Vendemmia 2025 – e i talk dedicati a temi culturali che ruotano attorno al vino.
Il racconto dellâannata 2025, a cura delle enologhe Lorenza Scianna, Maria Carella e Serena Cancemi, è stato anche un viaggio nei diversi areali siciliani: dallâEtna allâestremo occidente. Per lâenologa Serena Cancemi, ânellâareale centro-sud (Agrigento e Caltanissetta), il 2025 è stato l’anno della qualitĂ ritrovata, caratterizzato da un’inversione di tendenza che vede un incremento dei volumi del 20% e una sanitĂ delle uve pari al 100%. La vendemmia è stata uno spartito perfetto: dalle varietĂ precoci di agosto fino al Nero d’Avola di ottobre, ogni vitigno ha potuto completare il proprio ciclo senza sovrapposizioni, preservando aciditĂ vibranti e profili aromatici nitidiâ.
âUnâannata classica” è anche quella che ha caratterizzato lâareale dellâEtna dove per lâenologa Maria Carella âla vendemmia 2025 ha accentuato le differenze intrinseche tra i versanti dell’Etna: mentre il Nord ha beneficiato di una maturazione lenta e lineare, il Sud ha sfruttato l’ottima riserva idrica per bilanciare la sua naturale esuberanza solare. Elevata la qualitĂ delle uve grazie alle ottime condizioni sanitarie ed allâ equilibrio eccellente tra zuccheri e aciditĂ â. âAnnata solare ma non calda nellâareale del ragusano â continua lâenologa Carella- con vini dalla grande espressivitĂ aromatica, scorrevoli, moderni e territorialiâ.
Secondo il report, la vendemmia 2025 ha restituito fiducia ai viticoltori e ai tecnici che dopo due anni difficili hanno visto la pianta tornare alla sua normale fisiologia .
âI vini bianchi- commenta Lorenza Scianna- presentano aromaticamente una nitida impronta varietale, esaltata da freschezza e piacevolezza di beva. Non ci sono asperitĂ fenoliche che spesso compaiono in annate calde. Le varietĂ a bacca rossa della zona costiera, in particolare Nero dâAvola e Frappato mostrano maggiore intensitĂ colorante e una fragranza gustativa fresca e polposa. Nelle zone di alta collina, due delle varietĂ protagoniste, Catarratto e Perricone potranno raccontare a lungo lâannata vissuta. Per il bianco tensione acida, complessitĂ aromatica e maturitĂ cellulare con caratteristiche note di pompelmo allâolfatto e al gusto. Per il rosso, lunga maturazione e buon equilibrio della pianta hanno conferito al vino buona tessitura e ampio spettro aromaticoâ.
Ad aprire il programma degli approfondimenti è stato il talk âIl valore culturale del vino nella Cucina Italiana e le diverse forme di comunicazioneâ, moderato dal giornalista Francesco Seminara (Il Gusto- La Repubblica) con gli interventi di Gaetano Basile, giornalista e scrittore, Francesco Mangiapane, ricercatore in Semiotica allâUniversitĂ di Palermo. Gaetano Basile ha offerto una riflessione sulla cultura gastronomica siciliana e italiana, tra memoria, tradizione popolare, linguaggi del cibo e identitĂ dei territori. Mangiapane ha approfondito il rapporto tra vino, cibo e comunicazione, analizzando come i linguaggi dellâenogastronomia contribuiscano a costruire valore culturale e immaginario attorno ai territori.
A seguire si è tenuto il talk âGenerazione Next presenta: Dalla destinazione allâesperienza: il viaggio delle nuove generazioniâ, con Federico Tosazzi, founder di Odex e produttore di viaggi WeRoad. Il confronto, promosso dal gruppo Generazione Next nato allâinterno di Assovini Sicilia, ha acceso i riflettori sui nuovi modelli di viaggio e sulle aspettative delle giovani generazioni nei confronti dellâesperienza enoturistica.
Nel pomeriggio lâultimo appuntamento con âVigna e cantina: paesaggio e contenitore culturaleâ, il talk dedicato al rapporto tra architettura, paesaggio, arte contemporanea e luoghi del vino. Protagoniste dellâincontro sono state Patrizia Pozzi, architetto del paesaggio, e Agata Polizzi, storica dellâarte e curatrice indipendente. Il confronto ha posto al centro la vigna non solo come spazio produttivo, ma come paesaggio culturale, luogo in cui natura, progetto, memoria e identitĂ territoriale si intrecciano. La cantina è stata raccontata come contenitore culturale capace di accogliere esperienze, linguaggi artistici e nuove forme di relazione con il pubblico.
âCon Sicilia en Primeur vogliamo raccontare una Sicilia autentica, contemporanea e profondamente legata alle proprie radici. Il vino oggi non è soltanto espressione produttiva, ma linguaggio culturale, esperienza di viaggio e strumento di relazione tra territori e persone. Questa manifestazione rappresenta per Assovini Sicilia unâoccasione preziosa per condividere con il mondo il valore della nostra identitĂ , il lavoro delle aziende e la straordinaria ricchezza enologica e umana dellâisolaâ, La scelta della cittĂ di Palermo per questa edizione si allinea con la visione della nostra associazione di valorizzare il patrimonio artistico e culturale delle nostre cittĂ . La bellezza di Palermo e dei luoghi che hanno ospitato questa edizione è quella di una cittĂ che vive dello splendore del passato e che conserva ancora dei gioielli poco notiâ- ha dichiarato Mariangela Cambria, presidente Assovini Sicilia.
Gran chiusura il 16 Maggio al Real Albergo delle Povere di Palermo (Corso Calatafimi 217) con la degustazione solidale aperta al pubblico dalle ore 17.30 alle 23.30, il cui ricavato andrĂ in beneficenza alla Croce Rossa Italiana, comitato di Palermo. Oltre alla degustazione dei vini siciliani delle aziende associate, ci sarĂ la possibilitĂ di partecipare ai laboratori gastronomici a cura della Gastronomia Armetta ( link per lâacquisto del ticket su Vivaticket).
LE 56 AZIENDE DI SICILIA EN PRIMEUR 2026
Francesca Motta





