
22 Aprile 2026
E il preaffettato cresce del 10% rispetto al pre-Covid. Dati economici 2025, leggero aumento per il prodotto certificato (+1,3%) e le vaschette (+2%), che ora con 575mila chili destinati rappresentano il 16% del volume totale.

Una leggera crescita nonostante il generale calo del potere di acquisto, con una conferma del preaffettato arrivato a un +10% rispetto al periodo pre-Covid. Il Consorzio del Salame Felino Igp chiude i dati economici 2025 con un fatturato stabile al consumo a quota 90 milioni di euro (rispetto agli 89 del 2024) mantenendo in lieve rialzo anche i valori produttivi: a fronte di 5,3 milioni di chilogrammi di carne lavorata, 3,6 sono stati destinati al prodotto certificato (+1,3%), numeri che portano il totale alla produzione a 46 milioni di euro.
A fronte di trend consolidati, continua a offrire ottime performance il comparto del preaffettato che ha chiuso il 2025 con un +2% raggiungendo i 575mila chilogrammi destinati (+10% sul 2019): cifra che rappresenta il valore più alto dopo quella del 2022, quando il Covid aveva spinto maggiormente i consumatori verso lāacquisto della vaschetta per un totale di oltre 600mila chili dedicati. Il comparto nel 2025 ha cosƬ rappresentato il 16% dellāintero prodotto certificato.
Buone anche le performance dellāexport, stabile al 5% dopo lāimportante crescita del 2024 (+2,5% sul 2023): sono stati oltre 140mila i chili di Salame Felino Igp esportati di cui il 79% nei paesi europei con la Germania come principale mercato, seguita da Austria e Belgio.
Umberto Boschi, presidente del Consorzio di Tutela del Salame Felino Igp: Ā«Considerando le condizioni socio-economiche del nostro Paese, caratterizzate da un minor potere di acquisto, siamo molto soddisfatti di aver chiuso il 2025 con una leggera crescita a testimonianza dellāapprezzamento per il Salame Felino Igp. E il trend del preaffettato, in costante aumento, testimonia la versatilitĆ di questo prodotto di eccellenza. Inoltre confidiamo che i prezzi della materia prima possano rimanere stabili come ĆØ accaduto nel 2025, dopo anni di crescita costante, senza ulteriori problematiche legate alla Peste Suina Africana, soprattutto nellāottica di penetrare maggiormente nei mercati esteriĀ».
Stefano Chiossi





