di Giancarlo Pizzo

Una giornata costruita attorno al vino, ma soprattutto attorno alle persone. Tra Albugnano e Cocconato, nel cuore di quella che oggi si racconta come Riviera del Monferrato, il paesaggio diventa narrazione, la degustazione si trasforma in dialogo e il territorio prende voce attraverso chi lo vive, lo coltiva e lo immagina nel futuro.
Lāintuizione dellā evento, nasce dallāincontro di tre figure accomunate dalla volontĆ di fare squadra: Massimo Corrado, fondatore di Go Wine; Davide Gasperini, giovane presidente dellāEnoteca regionale di Albugnano; e Luigi Dezzani, presidente del Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato. A unirli ĆØ una visione semplice e ambiziosa al tempo stesso: presentare alla stampa di settore un progetto dinamico, capace di raccontare sinergie giĆ avviate, prospettive future e unāidentitĆ territoriale da condividere.
LāEnoteca regionale di Albugnano come salotto del territorio
Il salotto della mattinata ĆØ lāEnoteca regionale di Albugnano, con le sue sale ampie e funzionali, il giardino ombreggiato e una vista panoramica che abbraccia colline, vigne e boschi. Ć qui che gli ospiti vengono accolti per entrare nel cuore della Riviera del Monferrato: un areale in cui Albugnano, con i suoi 549 metri sul livello del mare, e Cocconato, a quota 491, condividono un paesaggio vitato circondato dal verde e nutrito da terreni ricchi di minerali.
Il messaggio che emerge ĆØ chiaro: valorizzare il lavoro reciproco dei produttori, mettere al centro un patrimonio agricolo e culturale comune, coniugare tradizioni, esperienze e sapere enologico affinchĆ© i vini dellāarea possano affermarsi con maggiore forza nel panorama del Monferrato, dellāAstigiano e del Piemonte.

Il tempo del Nebbiolo e la visione di Albugnano 459
A tracciare il percorso tecnico e culturale ĆØ Gianpiero Gerbi, enologo chiamato a valorizzare le peculiaritĆ dei micro-territori e dei vitigni qui coltivati. Il suo intervento assume il passo di una vera lectio magistralis: dalla storia geologica del Mare Padano fino allāattuale identitĆ ampelografica dellāarea, Gerbi accompagna la platea in una lettura profonda del paesaggio vitivinicolo.
Nel progetto Albugnano 459, il Nebbiolo ĆØ chiamato a esprimere il territorio senza inseguire modelli esterni. La scienza enologica, sottolinea Gerbi, deve servire a valorizzare il vitigno, non a omologarlo. Da qui la scelta di macerazioni più lunghe, capaci di offrire struttura, colore e complessitĆ , e lāidea del tempo come filo rosso dellāaffinamento.
Albugnano 459 nasce per promuovere unāidentitĆ unica: Nebbiolo in purezza, almeno 18 mesi di affinamento in legno e ulteriori sei mesi in bottiglia. A rendere riconoscibile il percorso ĆØ anche lāimmagine condivisa delle bottiglie Albugnano DOC, contraddistinte dalla dicitura in rilievo āAlbugnano 459ā.
La degustazione: vini che raccontano altitudine, suolo e memoria
Lāassaggio conferma la ricchezza espressiva del territorio, mantenendo un timbro identificativo ad identificare tutti i campioni in presentati
La Barbera 2025 si presenta con frutti di bosco maturi, timo, cacao e tabacco scuro, sostenuta da unāaciditĆ vivace e da una persistenza di buona misura.
Le due Freisa dāAsti, 2023 e 2018, mostrano invece anime differenti: la prima gioca su ciliegia matura, frutti rossi e tannini ben presenti; la seconda racconta una maturitĆ più profonda, speziata, vinosa, con un sorso importante e persistente.

Il Nebbiolo 2024, figlio di unāannata non semplice, rivela un colore rubino lieve, profumi ancora in definizione di fragolina di bosco, note balsamiche e sfumature tostate, con un palato fresco e di medio corpo.
LāAlbugnano 2020 restituisce invece con maggiore nettezza la finezza del Nebbiolo locale: frutti rossi, cenni di rosa, tannino medio e corpo consistente.
LāAlbugnano 2018, proveniente dallāarea di Castelnuovo Don Bosco, porta nel bicchiere evoluzione, speziatura e tannini decisi, mantenendo però equilibrio e piacevolezza di sorso.
La chiusura in dolcezza passa tramite la Freisa metodo Martinotti, vivace e immediata, con un frutto nitido che richiama la fragolina,
la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, da mosto parzialmente fermentato, in cui fiori rossi, fragola sciroppata e sensazioni zuccherine convivono con tannini presenti e una sorprendente versatilitĆ gastronomica.

La matrice dei suoli e lāimpronta nei vini
La tavola rotonda conclusiva porta lāattenzione sulla matrice pedologica dellāareale e sulle sue ricadute sulla fisiologia della vite, sui tempi di maturazione fenolica e sullāespressione sensoriale dei vini. Albugnano poggia su formazioni marnoso-mioceniche a dominante calcarea, con carbonato di calcio, gesso, ricco di componenti solfatiche e, a seconda delle parcelle, sabbie, affioramenti tufacei e livelli argilloso-ferrosi.
Questa complessitĆ litologica si traduce in vini dalla forte riconoscibilitĆ : freschezza, tensione acida, verticalitĆ gustativa, trama tannica e una progressione minerale che diventa firma del territorio.
La componente calcarea e gessosa dona precisione e salinitĆ , le sabbie alleggeriscono e slanciano il sorso, mentre argille e ferro sostengono struttura, profonditĆ e persistenza.
ConvivialitĆ , incontri e sapori di casa
La mattinata si chiude nel segno più autentico della convivialità . Il buffet, preparato dagli artigiani locali aderenti alla Riviera del Monferrato, porta in tavola i sapori della tradizione: vitello tonnato, lingua in salsa verde, caprini e formaggi di diverse stagionature, tartare di Fassona e pani profumati, segnati dalla fragranza del lievito madre.
Tra un assaggio e lāaltro, il dialogo con i produttori e con Gianpiero Gerbi, Luigi Dezzani, Davide Gasperini e Massimo Corrado restituisce il senso più vero del progetto: non soltanto promozione, ma relazione; non soltanto vino, ma comunitĆ . A completare lāesperienza, la presenza attenta di un sommelier AIS accompagna gli ospiti nella scoperta delle bottiglie dellāenoteca. Gelato artigianale alla pesca con amaretto, torta di nocciole certificata A.I.C. e caffĆØ chiudono con dolcezza una prima parte di giornata che lascia il sapore concreto di un territorio in cammino.

POGGIO RIDENTE, UNA TERRAZZA SULLE VIGNE
A Poggio Ridente si arriva nel primo pomeriggio, quando la luce si posa più morbida sulle colline e la campagna sembra rallentare il passo. Luigi Dezzani, amico di lunga data del mio mentore Virgilio Pronzati, ci accoglie nella sua azienda biologica con una cordialitĆ sobria, mai costruita. Non ĆØ soltanto lāinizio di una degustazione: ĆØ lāingresso in una storia familiare, agricola ed enologica che si racconta senza enfasi, attraverso i luoghi, le parole e il tempo dedicato allāascolto.
La terrazza ĆØ un enoturismo con ospitalitĆ , degustazioni, taglieri un carnet di offerte ben strutturate anche con possibilitĆ di conversare con Luigi in qualitĆ di enologo, i tavolini affacciati sulle vigne, sembra sospesa davanti a un panorama che quasi non trova margine. Le colline si susseguono una dopo lāaltra, ordinate e vive, mentre il silenzio della vigna accompagna il racconto. Ć in questo equilibrio tra paesaggio e accoglienza che Poggio Ridente rivela la propria cifra più autentica: un luogo dove il vino non viene soltanto prodotto, ma condiviso.
Dietro ogni calice, però, cāĆØ soprattutto una famiglia che ha scelto di camminare insieme dentro le complessitĆ della natura e della vigna.
Accanto a Luigi ci sono Cecilia Zucca, sua moglie colonna portante di Poggio Ridente, Eleonora e Maria Sole, le figlie. Eleonora, laureata magistrale in Agraria ed Enologia, porta in azienda uno sguardo contemporaneo, sensibile ai nuovi modi di bere e al desiderio crescente di consapevolezza. Mariasole, enologa, affianca questo percorso con competenza tecnica e attenzione di cantina. Luigi, forte di unāesperienza profonda e riconosciuta, resta il riferimento saldo: una presenza capace di dare misura nei momenti difficili, quando la natura cambia umore, impone attese, obbliga a scegliere. In questa alleanza tra generazioni, Poggio Ridente trova la sua voce più vera.

La degustazione:
Chiediamo di degustare lāintera produzione. La giornata ĆØ splendida, attraversata da una luce piena che rende ancora più accogliente la terrazza affacciata sulle vigne. Anche i compagni di assaggio contribuiscono al clima dellāincontro: persone affabili, curiose, pronte al confronto, capaci di trasformare la degustazione in un momento di condivisione autentica.
Cecilia ed Eleonora si alternano al tavolo con una presenza discreta ma decisiva. Cecilia, con il garbo di chi conosce a fondo la casa e ne custodisce lāanima, accompagna il racconto con misura, attenzione e calore. Eleonora porta invece lāenergia lucida di una nuova generazione: competente, preparata, capace di leggere il vino non solo come prodotto, ma come linguaggio contemporaneo. Intorno a noi ci sono altri ospiti che assaporano la piacevolezza del momento. lāatmosfera si fa via via più amichevole, quasi ci si conoscesse da lunga data. Ć in questo clima familiare e aperto che le due donne iniziano a raccontare la loro storia, intrecciando memoria, lavoro, visione e futuro.
Piemonte DOC Pinot Nero Pinella ā Spumante RosĆ© BIO
Il Pinot Nero nasce nella regione Pinella, a Cocconato dāAsti, da vigne coltivate in biologico. Ć uno spumante rosĆ© pensato sulla finezza: una resa contenuta e una lavorazione attenta, per lasciare al vitigno la possibilitĆ di esprimersi con grazia.
La vinificazione avviene in rosato con pressatura soffice e solo mosto fiore; la presa di spuma segue il metodo Martinotti-Charmat, con circa sei mesi sui lieviti.
Nel calice ĆØ rosa delicato, brillante. Al naso ribes e melograno, al palato immediato, pulito, invitante.
PĆØt Nato MATTO ā Nebbiolo PĆ©tillant Naturel
Con il PĆØt Nato MATTO il racconto cambia ritmo.
Siamo sempre nella regione Pinella, tra uve Nebbiolo coltivate in biologico, ma qui il vino cerca una strada più libera: rosato, rifermentato in bottiglia, naturale nella sua esuberanza e volutamente meno formale.
La sua storia nasce anche dallo sguardo di Eleonora che, durante gli anni di studio allāUniversitĆ di Torino, intercetta con sensibilitĆ la richiesta dei giovani consumatori: un modo di bere più consapevole, fresco, immediato e con una gradazione alcolica più contenuta. Da questa intuizione prende forma lāidea del PĆ©t Nat.
Papà Luigi, enologo di lunga e affermata carriera, condivide il pensiero della giovane neolaureata e lo accompagna con esperienza, ascolto e curiosità . Dopo alcune sperimentazioni in cantina, nasce così Pèt Nato MATTO: un vino libero, contemporaneo, profondamente sincero, capace di unire visione giovane e sapere enologico familiare.
Eleonora, con un orgoglio misurato e sincero, ci racconta la genesi di questo vino:

Il mosto conservato a freddo viene aggiunto al vino base per avviare la rifermentazione in bottiglia: da qui nascono la sua spuma viva, il perlage sottile e il fondo naturale di lieviti, parte integrante del carattere del vino. Chiuso con tappo a corona, può essere bevuto limpido oppure leggermente agitato, lasciandolo diventare velato, opalescente, più materico e istintivo. Nel calice il colore richiama un rosa tenue e luminoso; al naso emergono piccoli frutti rossi, melograno, leggere note agrumate e una delicata fragranza di lievito. In bocca è secco, fresco, sapido, con bollicina fine ma non invadente, finale pulito e beva agile. à un vino contemporaneo, schietto e gioioso, adatto a un consumatore consapevole che cerca autenticità , leggerezza e piacere immediato.
Pinella Bianco ā Riesling, Viognier e Sauvignon
Il Pinella Bianco nasce dallāincontro tra Riesling, Viognier e Sauvignon: un assemblaggio non scontato, qui ben integrato e capace di restituire un profilo fine, fresco e aromaticamente sfaccettato. La vinificazione resta essenziale e rispettosa della materia prima: vendemmia manuale, pressatura soffice e lavorazione in bianco, per preservare fragranza, aciditĆ e note varietali.
Nel calice si presenta giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso ĆØ fine e progressivo, con richiami di fiori bianchi, agrumi, frutta a polpa bianca e una nota minerale. Al palato ĆØ equilibrato e sapido, una buona freschezza e, leggermente agrumata.
Pinella Viognier ā Piemonte DOC
Il Viognier di Pinella vitigno trapiantato sulle colline di Cocconato dāAsti. La vinificazione ĆØ in bianco, con fermentazione spontanea a temperatura controllata e un breve bĆ¢tonnage che aggiunge corpo e morbidezza senza appesantire.
Al calice si percepisce acacia, cenni limone, salvia e albicocca. Al palato ĆØ caldo, per via della buona gradazione alcolica una discreta freschezza e una buona sapiditĆ . In finale agrumi e albicocca matura.
Barbera ā Vigneto VallƬa BIO
La Barbera del vigneto Vallìa nasce da vigne biologiche e da una vinificazione tradizionale: macerazione breve, circa 8-10 giorni, e permanenza in acciaio. à una Barbera che si riconosce al sorso immediata, e
rubino intenso; naso di frutta rossa fresca, In bocca ĆØ schietta, di buona freschezza come si conviene, invoglia a tornare al bicchiere.

Piemonte DOC Albarossa del MarusĆØ
LāAlbarossa del MarusĆØ ĆØ il mio vino preferito, forse perchĆ© porta dentro di sĆ© una storia di incontri con il Prof. Vincenzo Gerbi.
Nasce dallāincrocio tra Barbera e Nebbiolo di Dronero, reimpiantato nel 2000 nella vigna dellāultimo MarusĆØ del paese, su terreno calcareo-sabbioso a circa 400 metri di altitudine.
Dopo la macerazione e la fermentazione malolattica, affina per 12 mesi in barrique e tonneaux di secondo e terzo passaggio. Nel calice ĆØ rubino intenso, compatto, profondo. Al naso arrivano frutta rossa, bacche di bosco e spezie leggere; in bocca ĆØ morbido, ampio, avvolgente, con una struttura che sostiene senza irrigidire. Ć un vino di memoria e identitĆ . Ci siamo dilungati un poco, ma Luigi Dezzani ci ha resi partecipi della figura del MarusĆØ , ovvero il sensale dei matrimoni nellā astigiano, anche in questo caso a significare un attaccamento alle tradizioni da parte di Poggio Ridente.
RuchĆØ di Castagnole dāAsti DOCG ā Vigna San Marziano
Il RuchĆØ di Vigna San Marziano nasce a Viarigi dāAsti, intorno alla piccola chiesetta romanica che dĆ nome al vigneto. Ć un vitigno antico, semi-aromatico, legato in modo profondo allāarea di Castagnole Monferrato, e porta nel bicchiere unāimpronta immediatamente riconoscibile.
Il colore ĆØ rubino vivo con riflessi violacei. Il profilo olfattivo ĆØ intenso e varietale: la rosa, il lampone e la fragolina di bosco emergono in sequenza con naturalezza, sostenuti da una trama aromatica ricca di, molecole che contribuiscono alla riconoscibilitĆ del vitigno e ne prolungano la persistenza nel bicchiere. In bocca il RuchĆØ conferma questa impronta semi-aromatica con un sorso avvolgente, speziato e continuo, dove lāesuberanza aromatica si integra a una tannicitĆ sottile e a una chiusura lunga, quasi balsamica, capace di lasciare una traccia netta e memorabile.

Barbera ā San Sebastiano BIO
La Barbera San Sebastiano nasce nellāomonimo vigneto di Cocconato dāAsti, coltivato in biologico. Qui la Barbera prende un passo più profondo: la macerazione ĆØ più lunga, circa 20-25 giorni, e lāaffinamento prosegue per 12 mesi in barrique e tonneaux di secondo e terzo passaggio.
Nel bicchiere ĆØ rubino intenso con cenni granato. Il naso ĆØ complesso e pieno: frutta rossa, ciliegia, vaniglia, spezie leggere e una nota mentolata discreta. In bocca ĆØ caldo, elegante, autorevole, sostenuto da una freschezza viva che ne allunga il sorso.
Ć una Barbera importante; come avremo poi modo di condividere con i colleghi durante la degustazione al Cannon dāoro in Cocconato.
Viorange ā Viognier macerato BIO
Anche qui il dialogo tra generazioni diventa decisivo. Eleonora e Maria Sole, conoscendo da vicino le nuove sensibilitĆ dei consumatori moderni, sempre più orientati verso vini riconoscibili, autentici e capaci di raccontare unāidentitĆ , condividono con mamma Cecilia e papĆ Luigi lāidea di dare forma a un orange wine profondamente personale. Non una semplice scelta di stile, ma una dichiarazione di appartenenza: un vino che guarda al presente senza recidere il filo con la memoria contadina.
Viorange ĆØ il Viognier macerato dellāazienda, un vino bianco che sceglie la strada antica del contatto prolungato con le bucce. Circa 30 giorni di macerazione, nessuna filtrazione e affinamento in cemento gli danno colore, materia e profonditĆ .
Il colore ĆØ rame chiaro con sfumature ambrate.
Al naso ĆØ ricco: timo, erbe aromatiche, pera, mela cotogna, agrumi. In bocca ĆØ intenso, minerale, vivo, con un tannino fine e gentile che gli dĆ carattere.
La Vagabonda ā Vino aromatizzato bianco BIO
La Vagabonda nasce dalla passione familiare per le erbe e dal desiderio di interpretare, con una voce personale, la tradizione dei vini aromatizzati / vermouth.
La Vagabonda parte dal Viorange, il Viognier macerato biologico di casa Poggio Ridente: un vino giĆ ricco di struttura, profonditĆ e sfumature aromatiche. Da qui nasce una ricetta che profuma di famiglia e di territorio. Al vino viene infatti aggiunta unāinfusione in grappa della distilleria Bosso, realtĆ legata alla Riviera del Monferrato che avremmo poi ritrovato durante la cena al Cannon dāOro, insieme a una selezione di venti erbe e spezie. Lo zucchero di canna completa lāequilibrio, senza togliere personalitĆ a una bevanda che sembra voler raccontare, sorso dopo sorso, il piacere della sperimentazione condivisa.

Durante lāassaggio ci siamo divertiti, sotto lāattento sguardo di Eleonora, a cercare di individuare alcune delle botaniche presenti: cardamomo, zenzero, chiodi di garofano, scorze di agrumi, fava tonka e altri richiami aromatici più sfumati. La cannella compare con misura, appena accennata, anche perchĆ© Luigi non la ama particolarmente e preferisce che resti in sottofondo, senza dominare il bouquet. Il risultato ĆØ una bevanda profumata, libera, curiosa, sospesa tra note erbacee, spezie dolci, agrumi e la profonditĆ del vino macerato.
Le ore scorrono leggere, tra calici condivisi, domande, racconti e piccoli scambi di esperienza che trasformano la degustazione in un incontro vero. Ć il momento in cui il tempo passato insieme trova la sua naturale conclusione: ci si alza dal tavolo con la sensazione di aver condiviso non solo dei vini, ma un frammento di vita familiare e di territorio. Lāauto rossa di Luigi ĆØ giĆ pronta ad accompagnarci verso la terrazza del Cannon dāOro. LĆ , insieme ai colleghi, ci attende una nuova tappa del racconto: una masterclass dedicata alla Barbera di Cocconato, occasione per approfondire ancora una volta il legame tra vino, territorio e persone.
Sulla terrazza del Cannon dāOro, la Barbera dāAsti racconta Cocconato
Nove calici, nove annate e un solo filo conduttore: la voce autentica della Riviera del Monferrato
CāĆØ un momento, nelle degustazioni, in cui il vino smette di essere soltanto un assaggio e diventa racconto.
Ć accaduto sulla terrazza del Cannon dāOro di Cocconato, storico ristorante fondato nel 1876 e affacciato sulle colline astigiane, dove il paesaggio sembra accompagnare ogni calice con la discrezione delle cose vere. Al termine delle esperienze pomeridiane, produttori, e giornalisti si sono ritrovati davanti al panorama della Riviera del Monferrato per una masterclass dedicata alla Barbera dāAsti DOCG, guidata dal giornalista enogastronomico Leonardo Romanelli.
La cornice non era un semplice sfondo. Cocconato, borgo collinare del Monferrato astigiano, ĆØ da tempo identificato come āRiviera del Monferratoā per il suo clima mite, le esposizioni luminose e lāaltitudine prossima ai 500 metri. Qui la Barbera trova una delle sue espressioni più riconoscibili: fresca, viva, popolare nel senso più nobile del termine, capace di parlare tanto alla tavola quotidiana quanto alla degustazione più tecnica.
La selezione proposta ha riunito nove Barbera dāAsti DOCG di annate diverse, provenienti da cantine e aree di pertinenza differenti. Ogni vino ha portato con sĆ© una filosofia produttiva: lāacciaio per custodire il frutto e la tensione acida, la bottiglia per lasciare parlare il tempo, il legno per aggiungere profonditĆ senza cancellare lāidentitĆ del vitigno. Ne ĆØ nato un confronto corale, dove le differenze non dividono, ma aiutano a comprendere meglio la ricchezza di un territorio.

Il percorso di degustazione
La sequenza, ottimamente organizzata dalla mente poliedrica di Massimo Corrado per Go Wine, ĆØ stata costruita per accompagnare il degustatore da vini più freschi, fragranti e verticali verso campioni progressivamente più maturi, complessi e persistenti. Non una degustazione didattica, ma un incontro vivo: i produttori sedevano in tavolata davanti agli operatori e ogni bottiglia, stappata al momento, veniva condivisa e presentata direttamente da chi quel vino lo aveva pensato, seguito e portato nel calice. . Lāacciaio conserva il frutto e la vivacitĆ acida, mentre gli affinamenti in legno o in bottiglia introducono profonditĆ , rotonditĆ e maggiore articolazione gustativa
Al termine di ogni racconto interveniva Leonardo Romanelli, con la sapienza di chi conosce il vino e sa vivere il momento: la sua degustazione, condotta con sensibilitĆ e competenza, ha aiutato ciascuno a riconoscere non solo le tipicitĆ ben note della Barbera dāAsti DOCG, ma anche sfumature, note varietali, ricordi e suggestioni capaci di trasformare lāassaggio in esperienza condivisa. In questo clima di partecipazione, ha fatto particolarmente piacere assistere alla prima esposizione pubblica di Eleonora Dezzani, accolta sotto lo sguardo attento e benevolo del padre Luigi, in un passaggio generazionale che ha dato alla masterclass una nota umana ancora più intensa. Ć stato un grande momento collegiale, suggellato al termine da un applauso corale, prima del piccolo cadeau goloso offerto dal Consorzio Riviera del Monferrato.
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1 Cantina Nicola 2025 ā Barbera dāAsti
Affinata in acciaio, questa Barbera apre la degustazione con un profilo giovane e immediato. Il colore è porpora, rosso intenso e limpido. Al naso prevalgono ciliegia matura, piccoli frutti rossi, leggere sensazioni floreali di viola ed erbe aromatiche. In bocca mostra acidità viva, buona freschezza e una persistenza pulita, capace di introdurre con chiarezza il carattere più diretto del vitigno
2. Maciot 2024 ā Barbera dāAsti
Lāaffinamento in acciaio mantiene il vino su registri fragranti e diretti. Alla vista presenta un rubino brillante con riflessi violacei. Il profilo olfattivo ĆØ vinoso, con richiami di ciliegia, amarena fresca e frutti di bosco. Al palato ĆØ agile e sapido, sostenuto da aciditĆ ben presente e da un tannino leggero, con chiusura fresca e scorrevole.

3 Poggio Ridente 2024 ā Barbera dāAsti
Da uve biologiche coltivate nella zona di VallƬa a Cocconato dāAsti, questa Barbera affina per alcuni mesi in acciaio. Il colore ĆØ rosso rubino profondo; al naso emergono frutta rossa fresca, ciliegia, prugna giovane, sensazioni vinose e una delicata sapiditĆ . In bocca ĆØ corrispondente, fresca, elegante ed equilibrata, con buona struttura e finale coerente sul frutto.
4 MarovĆØ 2023 ā Barbera dāAsti
Il campione introduce una lettura più evoluta rispetto alle annate più giovani. La macerazione carbonica del grappolo intero contribuisce a un profilo aromatico espressivo e immediato. Alla vista si attende un rubino più pieno; al naso può esprimere ciliegia matura, prugna, frutti rossi sotto spirito e leggere note speziate. In bocca risulta interessante per rotondità , maturità del frutto, equilibrio tra acidità e morbidezza e buona persistenza aromatica.
5 Duveis 2022 ā Barbera dāAsti
La macerazione di 15 giorni sulle bucce e lāaffinamento in acciaio restituiscono una Barbera con maggiore evoluzione aromatica. Il colore ĆØ rubino intenso; al naso si riconoscono frutta rossa matura, amarena, prugna, note vinose e accenni speziati. Al palato emergono corpo, freschezza residua, morbidezza e profonditĆ , con sensazioni più calde e avvolgenti rispetto ai vini più giovani.
6 465 2018 ā Barbera dāAsti
Affinata in acciaio e bottiglia, questa interpretazione mostra il volto più evoluto e profondo della degustazione. Proveniente da vigneto a quota elevata, presenta un rubino fitto con riflessi evoluti. Al naso emergono lampone, ribes, ciliegia, amarena, fragolina, sottobosco e leggere note terrose. In bocca è possente ma dinamica, con acidità ancora viva e frutto profondo.
7 San Sebastiano 2021 ā Barbera dāAsti Superiore
Il San Sebastiano porta nel percorso il tema dellāaffinamento in legno, con 12 mesi in barrique e possibile uso di barrique e tonneaux. Il colore ĆØ rubino intenso. Al naso unisce frutta rossa matura, ciliegia, leggere note di vaniglia, spezie discrete e cenni mentolati. Al palato ĆØ più strutturato, con maggiore corpo, morbidezza e persistenza; il legno aggiunge rotonditĆ e complessitĆ senza coprire la freschezza tipica della Barbera.

8 Cantina Nicola 2021 ā Barbera dāAsti Superiore
La versione Superiore di Cantina Nicola esprime un profilo più maturo e strutturato rispetto alla Barbera giovane della stessa realtĆ . Lāaffinamento in botte di rovere accompagna una materia più concentrata, con colore rubino carico, profumi di ciliegia matura, prugna, frutta rossa evoluta e leggere sfumature speziate. In bocca mostra maggiore struttura, rotonditĆ e persistenza, con aciditĆ equilibrata e finale più ampio.
9 Cocconito 2021 – Barbera d’Asti
La chiusura del percorso ĆØ affidata a una Barbera dāAsti Superiore legata al territorio di Cocconito e a suoli calcareo-argillosi. Lāaffinamento prevede almeno un anno in tonneaux di rovere, seguito da un periodo in bottiglia. Il colore ĆØ rubino profondo; al naso emergono frutta rossa matura, ciliegia sotto spirito, prugna, spezie fini e leggere sensazioni minerali. Al palato ĆØ strutturata, intensa e persistente, con buona freschezza e materia importante.
Una lettura complessiva
Nel confronto emerge una Barbera dāAsti capace di cambiare ritmo senza perdere identitĆ . Le versioni in acciaio puntano su immediatezza, frutto e freschezza; quelle più evolute aggiungono complessitĆ , profonditĆ e maggiore rotonditĆ . Il risultato ĆØ un itinerario che racconta non solo il vitigno, ma anche il ruolo del territorio, dellāannata e delle scelte di cantina nella costruzione del profilo sensoriale del vino.

Tra i Calici della Riviera del Monferrato: un viaggio tra vino, territorio e umanitĆ
Terminata la master class dedicata alla Barbera, la giornata ĆØ proseguita nel segno della convivialitĆ e dell’incontro autentico. Giornalisti e produttori si sono ritrovati nell’elegante salone del ristorante Cannon d’Oro di Cocconato, dove una raffinata mise en place e un ricco banco di degustazione con tutte le etichette dei produttori della Riviera del Monferrato hanno fatto da cornice a una serata densa di emozioni, racconti e condivisione.
Lontano dalla formalitĆ degli appuntamenti ufficiali, il vino ĆØ diventato il linguaggio comune capace di unire persone, storie e sensibilitĆ diverse. Al nostro tavolo sedevano alcuni dei produttori protagonisti dell’evento che, con spontanea generositĆ e autentico spirito di accoglienza, hanno versato personalmente nei calici degli ospiti le loro creazioni, raccontando attraverso ogni bottiglia il lavoro in vigna, le tradizioni familiari e il profondo legame con la propria terra. Ogni assaggio diventava cosƬ una storia, ogni brindisi un’occasione per conoscere più da vicino l’anima del Monferrato.
A fare da prezioso filo conduttore della serata sono stati Luigi Dezzani e Massimo Corrado che, con esperienza, competenza e grande capacitĆ di relazione, hanno saputo collegare i diversi tavoli in una fitta trama di conversazioni, favorendo il dialogo tra produttori, giornalisti e appassionati. Un clima informale e partecipato che ha trasformato la cena in un vero e proprio momento di confronto culturale oltre che enogastronomico.
A rendere ancora più speciale l’incontro ĆØ stato il menù, servito con grazia ed eleganza dallo staff del ristorante. Il percorso gastronomico si ĆØ aperto con una delicata tartare di Fassona accompagnata da primo sale e salsa verde, per proseguire con morbidi gnocchi di patate al pesto di pistacchi e concludersi con una raffinata panna cotta alla pesca ripiena. La varietĆ delle portate ha consentito di sperimentare numerosi abbinamenti con i vini in degustazione, offrendo continui spunti di dialogo e approfondimento. Attorno ai tavoli si sono sviluppate vivaci conversazioni enogastronomiche nelle quali produttori e giornalisti hanno condiviso impressioni, esperienze e visioni sul patrimonio vitivinicolo di questo angolo straordinario del Piemonte.

Tra un assaggio e l’altro, il clima di autentica convivialitĆ ha favorito nuovi incontri e consolidato relazioni giĆ esistenti, confermando come il vino sia molto più di un prodotto: ĆØ cultura, memoria, identitĆ e condivisione. A suggellare la conclusione della giornata sono stati il caffĆØ, il Vermouth La Vagabonda e la grappa della Distilleria Bosso, espressioni autentiche della tradizione locale, gentilmente offerti dai produttori. Un ultimo brindisi che ha racchiuso lo spirito dell’intera esperienza: accoglienza, condivisione e orgoglio per le eccellenze del Monferrato.
In ogni calice emergeva il forte legame con il territorio: un Monferrato autentico, generoso e accogliente, dove il vino diventa ambasciatore della cultura locale, dei paesaggi vitati, delle tradizioni tramandate nel tempo e della straordinaria umanitĆ delle persone che lo abitano e lo valorizzano ogni giorno. Un territorio che non si limita a produrre eccellenze, ma le trasforma in racconti capaci di emozionare e creare relazioni.
A completare questa intensa esperienza ĆØ stata la suggestiva Locanda Martelletti, storico palazzo nobiliare nel cuore di Cocconato, che ha accolto gli ospiti nelle sue camere eleganti e confortevoli. Un luogo ricco di fascino, dove storia, ospitalitĆ e cura dei dettagli hanno rappresentato il naturale approdo dopo una giornata tanto intensa quanto coinvolgente.
La permanenza nella dimora storica ha rappresentato il sigillo finale di un percorso che ĆØ andato ben oltre la degustazione di grandi vini. Il Monferrato si ĆØ raccontato attraverso i suoi paesaggi, i suoi prodotti, i suoi protagonisti e soprattutto attraverso la generositĆ delle persone incontrate. Dalle vigne ai calici, dalla tavola alle conversazioni della sera, ogni momento ha contribuito a costruire un racconto corale fatto di passione, appartenenza e valori condivisi.
Più che una semplice trasferta enogastronomica, ĆØ stato un viaggio nell’anima di un territorio che continua a distinguersi non soltanto per la qualitĆ delle sue produzioni, ma anche per la capacitĆ di accogliere, creare relazioni e trasmettere emozioni autentiche. Un’esperienza nella quale vino, gastronomia, cultura e umanitĆ si sono intrecciati armoniosamente, lasciando nei partecipanti il ricordo vivo di una terra generosa e di una comunitĆ che, attraverso le proprie eccellenze, sa ancora raccontare il significato più profondo dell’ospitalitĆ .

Foto copertina: Slide del progetto Riviera del Monferrato
Foto 1: Gianpiero Gerbi durante la sua approfondita relazione su Albugnano e i suoi vini
Foto 2: Al microfono il presidente dellāEnoteca Regionale di Albugnano Davide Gasperini mentre illustra le finalitĆ dellāEnoteca e le sue iniziative
Foto 3: Le bottiglie degustate e commentate
Foto 4: Eleonora e Cecilia Zucca (rispettivamente figlia e moglie di Luigi Dezzani) gestrici dellāEnoturismo Poggio Ridente di Cocconato dāAsti
Foto 5: Le bottiglie fatte degustare alla stampa
Foto 6: Eleonora Dezzani mentre presenta i suoi Barbara dāAsti alla Masterclass
Foto 7: Lāintervento del produttore Giuseppe Bo
Foto 8: I primi tre Barbera dāAsti serviti nella Masterclass
Foto 9: Lāintervento dellāenologo Luigi Dezzani
Foto 10: Lāintervento del produttore Adriano Cavallito
Foto 11: Il produttore Federico Nicola
Foto 12: Lāintervento del giornalista fiorentino Leonardo Romanelli
Foto 13: Relatori e giornalisti
Foto 14: Le nove bottiglie di Barbera dāAsti della Masterclass
Foto 15: Il goloso antipasto della cena riservata ai produttori e giornalisti







