
05 Ottobre 2026
La cantina d’eccellenza di Cadis 1898 interpreta i nuovi stili di consumo con due bottiglie da 0.250 ml pensate per l’Horeca, dalla tavola al take away. Prima produzione di 20 mila pezzi per il mercato italiano.
Il vino resta protagonista, ma cambiano quantità, occasioni e modi di consumarlo. Da questa evoluzione nasce il nuovo progetto di Rocca Sveva, la cantina d’eccellenza di Cadis 1898, che lancia “VAL e SO”, rispettivamente Valpolicella DOC e Soave DOC, nel formato da 0,250 ml, con tappo a vite. Due nuove referenze che portano denominazioni profondamente legate al territorio veronese dentro modalità di consumo più contemporanee. La prima produzione è di 20 mila bottiglie, 10 mila per tipologia, destinate al mercato italiano attraverso il canale Horeca.
A spiegare la scelta sono anche i numeri di un mercato che negli ultimi anni ha modificato profondamente il proprio profilo. Secondo Nomisma Wine Monitor, il consumo di vino in Italia è passato dai circa 27,3 milioni di ettolitri del 2006 ai 20,2 milioni del 2025 e il consumo è diventato progressivamente più occasionale. L’Osservatorio Uiv-Vinitaly fotografa oggi 29,4 milioni di consumatori di vino in Italia, ma il 61% è costituito da consumatori saltuari, mentre la quota di quelli quotidiani è scesa al 39%. Un quadro nel quale, più che venir meno il rapporto con il vino, stanno cambiando frequenza e quantità di consumo.
È proprio in questo spazio che si inseriscono “VAL e SO”. Il formato da un quarto di litro, un terzo rispetto alla tradizionale bottiglia da 0,75, permette di scegliere una bottiglia anche quando le quantità desiderate sono più contenute. A tavola conserva la presenza, il servizio e anche il valore estetico della bottiglia, offrendo al tempo stesso una proposta proporzionata anche al consumo individuale. Una soluzione che può trovare spazio dal pranzo alla cena, dalla ristorazione più informale al wine bar. Ma il progetto guarda anche al take away, sempre più parte dell’offerta della ristorazione. Il piccolo formato può accompagnare un pasto da asporto senza imporre l’acquisto di una bottiglia tradizionale, mentre il tappo a vite rende apertura, chiusura e servizio semplici e immediati.

«Il consumatore non sta semplicemente rinunciando al vino: sta cambiando il modo e le occasioni in cui lo beve», spiega Alberto Marchisio, direttore generale di Cadis 1898. «Da qui siamo partiti con VAL e SO. Vogliamo offrire una quantità più adatta a determinati momenti di consumo mantenendo però la bottiglia, che al ristorante ha un valore non solo funzionale, ma anche di servizio e di presentazione. Il formato da 0,25 litri può essere una risposta sia a tavola sia nell’asporto e il tappo a vite ne rafforza la praticità». Anche il naming è parte integrante del progetto. «Abbiamo voluto che il concetto del formato ridotto fosse immediatamente leggibile anche nei nomi», spiega Mattia Castioni, responsabile marketing di Cadis 1898. «Si riduce la bottiglia e, idealmente, si “dimezza” anche il nome: Valpolicella diventa VAL, Soave diventa SO. Due sigle brevi, semplici e riconoscibili, costruite con la stessa logica di immediatezza che caratterizza il prodotto». Un progetto che guarda anche al territorio. «La capacità di innovare passa anche dal saper interpretare i cambiamenti senza perdere la propria identità», sottolinea Gabriele Posenato, presidente di Cadis 1898. «Soave e Valpolicella rappresentano due denominazioni centrali per il nostro territorio e per la nostra storia. Con VAL e SO non ne cambiamo l’identità, ma cerchiamo una strada nuova per proporle. Significa mettere il patrimonio dei nostri soci e dei nostri vigneti nelle condizioni di dialogare anche con abitudini e occasioni di consumo diverse da quelle del passato». Due denominazioni storiche, una veste nuova e una quantità pensata per consumi diversi. Con VAL e SO si riduce il formato, si accorcia il nome, ma la bottiglia resta protagonista.
Francesco Scuder





