
21 febbraio 2026
Tra memoria, cucina domestica e identità culturale, Ana Basoc ci guida alla scoperta della cucina moldava.
Oltre 80 gustose ricette per ogni occasione che restituiscono il sapore autentico della tradizione culinaria dell’Est Europa: dalla tavola delle feste fino alla merenda davanti a un tè, passando per i profumi dei vigneti in un racconto fatto di fotografie e ricordi
che sanno di casa.
Ana Basoc
In libreria dal 20 febbraio
Pagine 240 | prezzo 23,00 €
La cucina moldava è un crocevia di sapori dove s’incontrano le tradizioni gastronomiche dell’Europa orientale, dei Balcani e della Turchia. Una cucina che affonda le radici nella cultura contadina, privilegiando ingredienti genuini e la stagionalità dei prodotti locali. Questo libro nasce nella cucina di casa dell’autrice che, insieme a sua madre, ha raccolto più di 80 ricette intrecciate a racconti, fotografie e ricordi capaci di restituire il sapore autentico di questa terra. Dalla zuppa di cavolo fermentato agli involtini di foglie di vite, dalla crema di ortiche a dolci straordinari come il cappello di Gugutà o i ravioli con amarene: Ana Basoc ci invita ad assaporare queste ricette davanti a un bicchiere di vino o a una tazza di tè, scoprendo sapori che ci trasportano davanti al camino o tra i profumi dei vigneti.
Ana Basoc, originaria della Moldova, vive in Italia da oltre vent’anni. Graphic designer, creatrice di gioielli artigianali, ha saputo coniugare la sensibilità visiva del suo mestiere con il desiderio di preservare le radici culturali della sua terra d’origine. Mămăligă (nome di un tipico piatto moldavo) rappresenta il suo esordio letterario: un progetto nato dalla collaborazione con la madre e dalla volontà di tramandare i sapori e le tradizioni culinarie moldave. Attraverso ricette, fotografie e racconti personali, Ana restituisce la ricchezza di una cucina ancora poco conosciuta, trasformando la memoria familiare in patrimonio condiviso per le nuove generazioni e per tutti coloro che desiderano scoprire l’autentica cucina dell’Europa dell’Est.
Valeria Girelli





