
30 Marzo 2026
Con 136 anni di storia, il locale si conferma una certezza di qualità e offerta durante la settimana più calda di Verona, con sale già sold out e una cantina pronta a offrire 9mila calici al giorno.
È nato prima l’uovo o la gallina? Spostando il dilemma nel mondo scaligero, la domanda sorge spontanea: è nato prima il Vinitaly o l’Antica Bottega del Vino? Se il Vinitaly taglia quest’anno il traguardo della 58ª edizione, il locale celebra i suoi 136 anni di storia (dal cambio nome del 1890, affondando le radici nel XVI secolo), confermandosi come una delle costanti temporali dell’accoglienza veronese.
Oltre un secolo in cui l’Antica Bottega del Vino, dotata di una carta dei vini tra le più premiate e riconosciute a livello globale, è diventata un’istituzione, un punto di riferimento imprescindibile per produttori, professionisti e appassionati di vino da tutto il mondo. E oggi, mentre il Vinitaly si conferma sempre più una piattaforma capace di attrarre operatori internazionali e delineare il futuro del settore, il locale rappresenta la certezza in un contesto in cui il mondo del vino vive una fase di trasformazione e interrogativi.
“Vinitaly è un momento unico per Verona e per tutto il settore, ma per noi rappresenta soprattutto una responsabilità: essere all’altezza di un pubblico internazionale sempre più esigente,” commenta Luca Nicolis, Direttore dell’Antica Bottega del Vino. “In un mercato vinicolo che oggi vive un momento complesso, il nostro obiettivo è rimanere un punto fermo, un luogo dove produttori e clienti sanno di trovare qualità, profondità e coerenza.”
Qui le cose funzionano, e lo dimostrano i numeri: durante le giornate di fiera, il locale è già completamente sold out con mesi di anticipo, confermandosi ancora una volta il vero “place to be” di Verona durante il Vinitaly. Un risultato che non è casuale, ma frutto di un lavoro meticoloso che inizia mesi prima. Per prepararsi ai quattro giorni di fiera servono infatti altrettanti mesi di organizzazione: selezione delle etichette, gestione degli arrivi, stoccaggio, cura della temperatura, fino al momento finale del servizio. Tutto per offrire, anche nei giorni più caotici, un servizio all’altezza della Bottega.
Ed è proprio in questa settimana, la più calda dell’anno per Verona, che Antica Bottega del Vino diventa il cuore pulsante della città, con un ritmo impressionante: circa 1.500 bottiglie aperte ogni giorno. Un numero che, tradotto in esperienza concreta, significa oltre 9.000 calici serviti quotidianamente.
Lo storico locale, che ha da poco inaugurato la sua seconda sede a Cortina d’Ampezzo, ha quindi già acceso i motori per il salone internazionale del vino e dei distillati, in programma dal 12 al 15 aprile 2026, confermandosi un’icona storica della città scaligera.
Antica Bottega del Vino
Nata nel 1500 durante la Repubblica di Venezia, Antica Bottega del Vino prende il suo attuale nome nel 1890 con i Fratelli Sterzi, che mantengono l’affascinante stile ottocentesco, caldo e caratteristico che vediamo ancora oggi. Il locale diventa così uno dei punti di riferimento per la scena culturale di fine Ottocento e per gli amanti del vino, accogliendo ai suoi tavoli poeti, musicisti, letterati e artisti come Boccioni, ma anche giornalisti che vi si rifugiavano dopo una giornata in redazione. Nel 1957 il locale venne acquistato dalla famiglia Rizzo-Grigolo e si concentrò soprattutto sull’attività di ristorazione fino al 1987 quando arrivarono sulle scene Severino Barzan, che successivamente portò il modello della Bottega a New York con Giovanni Pascucci suo socio. La proprietà nel 2010 passa nelle mani delle allora undici Famiglie Storiche, che acquisiscono la Bottega del Vino salvaguardando la tradizione enologica del luogo simbolo di Verona. Il locale oggi è proprietà di dieci aziende che fanno parte dell’associazione: Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi e Zenato.
Famiglie Storiche
Famiglie Storiche è un’Associazione nata nel giugno del 2009 dall’unione di dieci storiche cantine della Valpolicella e che oggi conta tredici soci: Allegrini, Begali, Bertani, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre D’Orti, e Zenato. Tutti i membri sono prestigiose aziende vitivinicole che da generazioni sono testimoni attive del “mondo Amarone” e che condividono la stessa visione, basata su storia, artigianalità, legame col territorio e volontà di aumentare la conoscenza nazionale e internazionale dei vini prodotti in Valpolicella. Dieci aziende di Famiglie Storiche sono oggi proprietarie dell’Antica Bottega del Vino di Verona.
Francesca Motta





