
15 Luglio 2026
Il Metodo Classico Blanc de Noirs da Sangiovese firmato Il Borro esce con la nuova annata
Dopo il grande successo delle annate precedenti Il Borro presenta la nuova annata di Chiaro di Bolle Metodo Classico Blanc de Noirs biologico, ottenuto da uve Sangiovese in purezza, vinificate in bianco. Un progetto che vede all’origine la volontà di Salvatore Ferragamo, vice presidente del Borro, di esplorare il potenziale di uno dei vitigni simbolo della Toscana, il Sangiovese, attraverso una lettura originale, capace di coniugare identità territoriale, ricerca e precisione enologica, in un vino di qualità di pronta beva.
«Un vino che mi ha conquistato fin dal primo sorso: la finezza della bollicina, la freschezza agrumata e la sua straordinaria eleganza. Chiaro di Bolle è il risultato del costante lavoro di ricerca che portiamo avanti ogni giorno in vigna e in cantina e rappresenta la volontà di interpretare il Sangiovese da una prospettiva nuova. Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto, immaginare un Metodo Classico toscano ottenuto da questo vitigno sembrava una sfida controcorrente. Oggi sono orgoglioso di vedere come quella intuizione di oltre 15 anni fa continui a esprimere in modo autentico e contemporaneo l’identità del nostro territorio, ampliando le possibilità espressive del Sangiovese e offrendo una nuova prospettiva su questo straordinario vitigno”, afferma Salvatore Ferragamo.
Chiaro di Bolle conferma un percorso che Il Borro porta avanti da diversi anni. In un momento in cui il Sangiovese era quasi esclusivamente associato ai grandi vini rossi del territorio, l’azienda ha scelto di esplorarne le potenzialità in chiave Metodo Classico, puntando su freschezza, tensione e finezza espressiva. Una visione che oggi trova nuova attualità nel crescente interesse verso gli spumanti ottenuti da vitigni autoctoni.
Chiaro di Bolle affonda le sue radici nel Valdarno Superiore, territorio storicamente vocato alla coltivazione del Sangiovese. Qui, tra suoli di matrice alluvionale e un clima caratterizzato da importanti escursioni termiche, il vitigno sviluppa una particolare combinazione di maturità, freschezza e precisione aromatica. Caratteristiche che Il Borro ha scelto di valorizzare attraverso il linguaggio del Metodo Classico, offrendo una lettura inedita ma profondamente legata al territorio.
Le uve vengono raccolte a maturazione precoce intorno a metà agosto, da vigneti selezionati. Una raccolta a mano, in cassette da 10kg per non stressare l’una e preservarla. Chiaro di Bolle si caratterizza per una permanenza sui lieviti di 18 mesi, elemento che contribuisce a definire complessità, profondità e armonia senza rinunciare alla nitidezza del frutto e alla riconoscibilità varietale.
L’annata 2023 è stata segnata da un inverno mite e asciutto, da una primavera particolarmente piovosa e da un’estate che, dopo una fase iniziale più calda, ha beneficiato di temperature più moderate. Le condizioni climatiche hanno contenuto le rese, favorendo al tempo stesso una maturazione equilibrata delle uve e una definizione aromatica particolarmente nitida.
«Il Sangiovese possiede una naturale energia acida e una precisione aromatica che nel Metodo Classico trovano una lettura particolarmente interessante. L’annata 2023 ha espresso un equilibrio molto favorevole, permettendoci di ottenere un vino nitido, dinamico e pienamente coerente con l’identità del vitigno», afferma Samuele Mammoli, Direttore Tecnico e Produttivo del Borro.
Nel calice, Chiaro di Bolle 2023 presenta un perlage fine e persistente. Il bouquet richiama agrumi, fiori bianchi e leggere note di crosta di pane. Al palato spiccano freschezza, sapidità e una trama elegante che conduce a una chiusura armoniosa e di buona persistenza.
Chiaro di Bolle nasce dalla volontà dell’azienda di spumantizzare il proprio vitigno simbolo, il Sangiovese, seguendo il percorso già tracciato da Bolle di Borro, il Metodo Classico rosé affinato per 60 mesi sui lieviti. Il progetto prosegue così una visione enologica che ha saputo offrire una delle interpretazioni più originali e contemporanee del Sangiovese.
Questa scelta testimonia la capacità de Il Borro di coniugare ricerca, innovazione e identità territoriale, anticipando una tendenza oggi sempre più diffusa: quella di valorizzare i vitigni autoctoni attraverso il Metodo Classico, esplorandone nuove e affascinanti potenzialità espressive.
Giacomo Tinti





