
28 Ottobre 2026
Istituzioni, giornalisti, esperti e appassionati di vino italiano si incontrano negli Stati Uniti per riflettere sul valore immateriale del Made in Italy, sul coinvolgimento delle nuove generazioni e sulla cultura della convivialità.
Il racconto del vino come veicolo di identità, cultura e connessione sociale, ispirato alla visionaria modernità di Mario Soldati. È stato questo il tema centrale di “The Mario Soldati Experience – Why Great Wine Needs a Great Story”, un evento speciale, parte del roadshow organizzato in occasione del 120° anniversario della nascita di Mario Soldati, che si è svolto nell’ambito di Vinitaly USA a New York.Il panel ha riunito importanti protagonisti del settore vitivinicolo, tra cui Chiara Soldati, Cavaliere del Lavoro e CEO de La Scolca, e rappresentanti istituzionali, tra cui Claudio Pagliara, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, e Giulio Pastorelli, Console Generale d’Italia a New York, per affrontare le nuove sfide della valorizzazione del Made in Italy sul mercato americano.
A coordinare il dibattito è stata Silvia Baldini, giornalista enogastronomica, chef professionista, autrice, Ambasciatrice ICIF e vincitrice del programma Chopped di Food Network.
L’eredità di Mario Soldati: il primo grande narratore del territorio
Chiara Soldati ha aperto il dibattito rendendo omaggio allo scrittore, regista e giornalista: «Mario Soldati era un uomo profondamente curioso della vita, della natura e della televisione. È stato il primo in assoluto a raccontare il vino e il suo territorio con un approccio pionieristico. Un narratore capace di valorizzare tutte le regioni italiane, non soltanto quelle più conosciute». Chiara Soldati ha inoltre sottolineato il profondo legame dell’autore con gli Stati Uniti, dove sposò una donna americana: «Provenendo dal rigoroso contesto culturale piemontese, trovò negli Stati Uniti un senso di libertà che fu per lui fonte di grande ispirazione». Nella visione di Soldati, il vino supera la sua semplice dimensione di bevanda alcolica per diventare espressione di gioia di vivere, del rito dell’aperitivo e delle relazioni sociali.
Il valore immateriale del Made in Italy e la sinergia tra pubblico e privato
Il dibattito ha evidenziato la necessità fondamentale di una cooperazione strategica tra istituzioni e imprese, in particolare attraverso la collaborazione tra Veronafiere e ITA – Italian Trade Agency (ICE). Durante il panel, Giulio Pastorelli ha approfondito la distinzione tra patrimonio materiale e immateriale: «Il Made in Italy non è un singolo elemento, ma una combinazione complessa di molteplici fattori. Oggi è fondamentale mettere in relazione scienza, cultura e produzione. Anche il prezzo del vino deve trovare una giustificazione in questo valore immateriale e nella storia che porta con sé».
Il riconoscimento UNESCO della cucina italiana è stato richiamato come uno dei pilastri di questa narrazione, nella quale il vino italiano emerge come protagonista del territorio, sinonimo di identità, tradizione e lavoro. In merito al rapporto tra vino e salute, i relatori hanno ribadito l’importanza di promuovere la dieta mediterranea e il consumo moderato, richiamando anche la cultura gastronomica francese per sottolineare come l’attenzione debba rimanere concentrata su uno stile di vita equilibrato.
La comunicazione nell’era digitale: sintesi ed eccellenza
Il noto giornalista e Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, Claudio Pagliara, ha condiviso alcuni ricordi personali di Mario Soldati, evidenziando la straordinaria attualità del suo celebre Viaggio nella Valle del Po: «C’è ancora moltissimo da imparare da un regista e scrittore visionario come Soldati. Oggi, con la promozione del vino che si sposta sempre più sui social media, la sua lezione è più importante che mai. Le piattaforme digitali richiedono brevità, ma la qualità della narrazione deve rimanere eccellente, proprio come il vino che racconta».
Le nuove generazioni e la sfida dell’adattabilità
Il panel si è concluso con una riflessione strategica sul futuro del mercato. Silvia Baldini ha analizzato l’evoluzione del rapporto tra il vino e le nuove generazioni, mentre Claudio Pagliara ha illustrato alcune modalità concrete per avvicinare i giovani consumatori al mondo del vino. Il concetto chiave emerso dal confronto è stato quello dell’adattabilità: i produttori italiani devono saper rispondere ai cambiamenti del mercato e all’evoluzione della percezione dei consumatori, interpretando i gusti e le aspettative delle nuove generazioni senza rinunciare alla propria autenticità e al profondo legame con il territorio.
Il roadshow dedicato alle celebrazioni del 120° anniversario della nascita di Mario Soldati concluderà il proprio percorso il 18 novembre presso l’Istituto Italiano di Cultura di Londra.
La Redazione







