
05 Maggio 2026
Il percorso a tappe, tra vigneti, degustazioni e incontri con i produttori per scoprire il Moscato Passito di Strevi DOC, giunge alla 23° edizione

Domenica 7 giugno 2026 torna a Strevi la “Passeggiata Slow”, appuntamento dedicato alla scoperta del Moscato Passito di Strevi DOC e del paesaggio della Valle Bagnario. Giunta alla 23ª edizione, la manifestazione rappresenta un momento consolidato per il territorio, capace di coniugare esperienza enogastronomica, racconto e valorizzazione locale.
Organizzata dall’Associazione Produttori Moscato Passito Valle Bagnario, la passeggiata si sviluppa tra le colline vitate riconosciute Patrimonio dell’Umanità UNESCO, inserendosi in un contesto di crescente attenzione verso forme di turismo esperienziale, in cui il tempo, il paesaggio e la relazione con i produttori diventano elementi centrali. L’iniziativa rappresenta un’occasione per scoprire una delle espressioni meno conosciute del Piemonte vitivinicolo, attraverso un formato accessibile ma allo stesso tempo profondamente radicato nel territorio.
Il Moscato Passito di Strevi DOC
Il Moscato Passito di Strevi affonda le sue radici in oltre mille anni di storia, quando in Valle Bagnario si coltivava Moscato Bianco per produrre vino da messa tramite appassimento naturale al sole. Una tecnica antica, oggi considerata tra le più longeve pratiche enologiche del Piemonte. Nel tempo, questa tradizione è stata tramandata e affinata grazie all’impegno dei vignaioli locali, fino a ottenere nel 2000, il riconoscimento come Presidio Slow Food, e nel 2005 la Denominazione di Origine Controllata “Strevi”, confluita nel 2024 sotto la tutela del Consorzio dell’Asti DOCG. L’ Associazione Produttori Moscato Passito Valle Bagnario, fondata nel 2004 da un piccolo collettivo di viticoltori storici, rappresenta oggi un presidio attivo nella tutela e promozione di questa tradizione e del paesaggio che la ospita.
La produzione del Moscato Passito di Strevi segue una filiera artigianale e sostenibile. I vigneti di almeno cinque anni sono coltivati secondo i principi della coltura integrata, che bilancia lavoro manuale, meccanizzazione e trattamenti mirati per ridurre l’impatto ambientale. Dopo la vendemmia selezionata tra agosto e settembre, i grappoli migliori vengono sistemati sulle tradizionali stagere per l’appassimento naturale al sole, protetti dall’umidità notturna. Il processo che può durare dai 20 ai 40 giorni, porta a una perdita di oltre il 60% del peso dell’uva, concentrandone aromi e zuccheri.
All’appassimento segue una pigiatura soffice e una pressatura manuale per estrarre il mosto, che fermenta lentamente con una parte delle bucce. Dopo almeno due anni di affinamento, il vino può essere imbottigliato come Strevi DOC, ma continua a evolvere anche in bottiglia, sviluppando una complessità crescente nel tempo.

Alla vista si presenta dorato intenso, con riflessi ambrati. Al naso si distinguono note di frutta candita, scorze d’agrumi, fichi secchi e spezie; al palato offre una dolcezza equilibrata, mai stucchevole. Si abbina con facilità alla pasticceria secca, tra cui spiccano le specialità locali come la torta di nocciole, gli amaretti e il torrone. È ideale anche con formaggi stagionati o erborinati, oppure come vino da meditazione.
Beatrice Fulcheris





