
24 giugno 2026
Al Grand Hotel Plaza 400 presenze per il debutto italiano del format dedicato ai grandi vini bianchi. Tutto esaurito per le masterclass e forte partecipazione di operatori, distribuzione, stampa e appassionati.
In un momento in cui statistiche e analisi di mercato raccontano consumo di vino in contrazione, il debutto italiano del Falstaff White Wine Party offre una fotografia molto più incoraggiante: quella di un pubblico curioso, partecipe e desideroso di scoprire territori, vitigni e storie produttive.
La prima edizione dell’evento, andata in scena al Grand Hotel Plaza di Roma, ha registrato 400 ingressi tra operatori del settore, rappresentanti della distribuzione romana, sommelier, media e wine lover, confermando l’interesse verso un’offerta capace di coniugare qualità, approfondimento e convivialità. Protagonisti della giornata sono stati i 54 produttori provenienti da tutta Italia, chiamati a raccontare identità e interpretazioni differenti dei bianchi italiani. Più che una semplice degustazione, il White Wine Party si è trasformato in un momento di incontro tra mondi diversi, di professionisti, produttori, comunicatori e consumatori, che hanno condiviso una giornata dimostrando come il vino continui a rappresentare uno straordinario strumento di relazione, cultura e socialità.
Grande partecipazione anche per il programma delle masterclass – “Albana, l’underdog da scoprire”, “Super-Soave, il grande bianco veneto” e “La longevità del Gewürztraminer” – che, con un tutto esaurito, hanno coinvolto il pubblico in un percorso di scoperta di varietà meno conosciute e inaspettate prospettive evolutive. “Vedere tante persone riunite a degustare, con entusiasmo, curiosità e voglia di condividere l’esperienza, è stata per noi la soddisfazione più grande. Questa prima edizione italiana ha superato le aspettative e conferma che esiste
un interlocutore attento, che vuole vivere il vino in modo contemporaneo e inclusivo”, commentano Simon Staffler e Othmar Kiem, co-fondatori di Falstaff Italia.
“Un segnale particolarmente significativo arriva anche dalle nuove generazioni” commenta Lorenzo Del Giudice, Bibenda. In questa occasione, infatti, la Fondazione Italiana Sommelier, responsabile del servizio durante l’evento, ha evidenziato come in realtà il 25% degli iscritti ai corsi dell'ultimo anno sia rappresentato da under 30, un dato che racconta un coinvolgimento concreto – e non in declino – e che contribuisce a ridimensionare la narrazione di un progressivo disinteresse dei giovani nei confronti del settore.
Falstaff Italia srl Zona Industriale 1-5/A/3 I-39011 Lana (BZ)
Complice anche il linguaggio, che deve diventare più accessibile e diretto, senza rinunciare alla profondità culturale. Eventi come il Falstaff White Wine Party dimostrano come sia possibile avvicinare nuovi pubblici attraverso formule capaci di unire contenuto e intrattenimento, conoscenza e convivialità. E la risposta di Roma conferma la validità di un format che ha saputo interpretare i cambiamenti in atto nel settore.
Per una prima edizione, costruita su un concept ancora inedito, i risultati ottenuti rappresentano un segnale incoraggiante e una base solida da cui partire per i prossimi appuntamenti. “Da quello che ho potuto percepire, questa prima edizione è stata un grande successo. Ho visto una partecipazione autentica e un clima di confronto molto positivo tra operatori e appassionati. Eventi come questo rappresentano un’importante occasione per valorizzare le eccellenze enologiche italiane e rafforzare la cultura del vino”, commenta Giuliano Rossi, presidente di Vinarius, ospite della giornata.
Alice Camellini




