
18 Settembre 2026
Dalla valorizzazione dell’extravergine 100% italiano alla revisione dell’OCM olio, fino agli strumenti per investimenti e liquidità. Amoroso: “La nuova campagna si apre in una fase complessa, serve una filiera più forte e organizzata”.
Rafforzare il ruolo dei frantoi nella filiera, migliorare la qualità dell’olio, innovare i processi produttivi e creare le condizioni per essere più competitivi sui mercati. Sono stati questi i temi al centro di “Frantoi al centro – Qualità, sostenibilità e mercato per una filiera olivicola campana più competitiva”, l’incontro promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari e Italia Olivicola presso la sede CNA di Caserta.
Un confronto che si inserisce nel percorso del Programma operativo di Italia Olivicola, sviluppato nel quadro del Regolamento (UE) 2021/2115, che individua nella qualità, nella competitività, nella modernizzazione, nella sostenibilità e nella capacità di integrare i diversi anelli della filiera alcuni degli assi su cui costruire il futuro del settore olivicolo-oleario.
Ad aprire i lavori è stato Antonio De Ruosi, consigliere nazionale AIFO, che ha portato il saluto dell’Associazione e richiamato l’importanza di creare occasioni di confronto diretto con i frantoiani, partendo dai problemi e dalle esigenze concrete delle imprese della trasformazione.
In collegamento è intervenuta Francesca Petrini Presidente CNA Agroalimentare, che ha posto l’accento sulla necessità di promuovere con maggiore forza l’olio extravergine di oliva 100% italiano, valorizzandone origine e qualità e costruendo un rapporto sempre più efficace anche con la grande distribuzione organizzata. Petrini ha inoltre sottolineato il valore della figura del Mastro oleario, patrimonio di competenze professionali da riconoscere e valorizzare all’interno della filiera.
Il tema della capacità di fare sistema è stato al centro dell’intervento, anch’esso in collegamento, di Raffaele Amore, vicepresidente di Italia Olivicola. Amore ha evidenziato come una filiera più forte e organizzata sia fondamentale per innovare, migliorare la capacità delle imprese di raggiungere i mercati e accrescere la competitività dell’olio italiano. Da qui anche la riflessione sulla necessità di ripensare l’attuale impostazione dell’OCM olio, prendendo a riferimento alcuni elementi del modello dell’OCM vino.
Un passaggio specifico è stato dedicato alle DOP e IGP. Secondo Amore, le produzioni certificate devono essere rafforzate non soltanto dal punto di vista produttivo e commerciale, ma anche nella capacità di comunicare al consumatore il valore che esprimono. Il vicepresidente di Italia Olivicola ha richiamato il dato secondo cui appena il 7% dei consumatori saprebbe realmente cosa c’è dietro una certificazione, sottolineando la necessità di investire maggiormente in informazione e cultura della qualità.
Il presidente nazionale di AIFO, Alberto Amoroso, ha illustrato le attività che l’Associazione porta avanti per la tutela e la rappresentanza dei frantoi: dall’interlocuzione con le istituzioni all’aggiornamento normativo, dall’assistenza sulle criticità operative alla costruzione di proposte in grado di dare risposte concrete alle imprese.
“La nuova campagna olearia si apre in una fase particolarmente complessa per i frantoi, tra un mercato difficile, la gestione delle giacenze, le esigenze di liquidità e responsabilità sempre maggiori sul piano normativo e operativo – ha dichiarato Alberto Amoroso, presidente nazionale AIFO – In questo scenario il frantoio non può essere considerato un semplice anello di passaggio: è il luogo in cui il lavoro dell’olivicoltore diventa olio e nel quale si incontrano qualità, innovazione, sostenibilità e mercato. AIFO continuerà a tutelare le imprese, ad accompagnarle nei cambiamenti e a portare le loro esigenze nei tavoli istituzionali. Oggi più che mai servono competenze, organizzazione e una filiera capace di lavorare insieme, riconoscendo pienamente il ruolo strategico dei frantoi”.
Nel corso dell’incontro, l’on. Marco Cerreto, componente della Commissione Agricoltura della Camera, ha richiamato le misure messe in campo dalla maggioranza e dal Governo per il comparto. Tra queste, i 100 milioni di euro del PNRR destinati all’ammodernamento dei frantoi oleari, finalizzati al miglioramento della sostenibilità e dei processi di trasformazione. L’Onorevole ha inoltre ricordato i 300 milioni di euro destinati attraverso Coltivaitalia al Piano Olivicolo Nazionale 2026-2030, intervento rivolto al rilancio strutturale della filiera e all’incremento della capacità produttiva.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla misura annunciata proprio nelle ultime ore dal Ministro Lollobrigida per sostenere la liquidità delle imprese: 40 milioni di euro per la nuova “Cambiale Frantoi Oleari” gestita da ISMEA, destinata a mettere a disposizione dei frantoi risorse finanziarie in vista della campagna produttiva.
Dal confronto di Caserta è emersa così la necessità di intervenire contemporaneamente su più fronti: rafforzare il rapporto tra produzione e trasformazione, sostenere gli investimenti e l’innovazione, valorizzare maggiormente l’olio extravergine 100% italiano, rendere più riconoscibili DOP e IGP e migliorare la capacità della filiera di affrontare i mercati in maniera organizzata.
Una strategia nella quale il frantoio rappresenta uno snodo decisivo, non soltanto per trasformare le olive, ma per costruire qualità, valore e competitività lungo l’intera filiera olivicolo-olearia
Aifo-Associazione Italiana Frantoiani Oleari





