
11 Maggio 2026
Nell’anno dell’anniversario dei suoi 80 anni, Carpigiani, leader mondiale nelle macchine per gelato artigianale, guarda alla propria community globale per interpretare il presente e capire il futuro del settore.
Da questo ascolto nasce, insieme a Sylla, la ricerca internazionale rivolta proprio alla rete Carpigiani nel mondo: professionisti della gelateria e della pasticceria, ex allievi della Carpigiani Gelato University e appassionati, i veri “gelato lovers”.
Oltre 900 interviste in 81 Paesi tra consumatori e operatori del settore restituiscono una fotografia chiara: 1 persona su 2 nel mondo consuma gelato e il gelato artigianale (cfr. Acomag https://www.acomag.it/it/il-gelato/) resta il punto di riferimento per qualità, con una valutazione media di 9,32 su 10 contro i 4,36 dell’industriale. A guidare le scelte sono qualità percepita (9,08) e servizio (9,00), segnando il passaggio da prodotto a esperienza.
Il consumatore appare più consapevole, con il 54% concentrato tra i 35 e i 54 anni, ma soprattutto sempre meno uniforme. Prende forma quella che la ricerca definisce una vera e propria “grammatica globale del gelato”: un linguaggio condiviso fatto di gusti, rituali e scelte. C’è chi resta fedele alla tradizione (28%), chi sperimenta e rincorre nuovi abbinamenti (26%), chi guarda a ingredienti e sostenibilità (18%), chi vive il gelato come momento sociale – i cosiddetti nuovi “edonisti sociali” (17%) – e chi privilegia semplicità e praticità (11%).
Sul fronte dell’offerta, il gelato amplia i propri confini. Accanto al prodotto artigianale crescono torte gelato, formati take-away e soft serve, mentre restano marginali proposte ibride come i frozen cocktail. Tra le tendenze emergono nuovi abbinamenti di gusto, attenzione al territorio e prodotti “clean label”, con il plant-based ancora limitato.
Il punto vendita diventa decisivo: il 64% dei consumatori sceglie gelaterie indipendenti perché percepite come più autentiche. L’esperienza complessiva data da ambiente, servizio e identità del locale diventa decisiva per la fidelizzazione.
Sul fronte degli operatori, il gelato entra sempre più nelle strategie di sviluppo. Le gelaterie rappresentano il 59,1% del campione, ma bar, caffetterie e ristorazione sono i segmenti che mostrano il maggiore dinamismo. Le priorità sono operative: il 43% degli operatori punta sull’ottimizzazione dei processi produttivi, seguita dalla riduzione dei tempi di lavoro e dalla standardizzazione della qualità. In questo contesto prende spazio il “frozen dessert”, cioè l’insieme delle preparazioni fredde – dal gelato alle torte fino ai dessert più elaborati – che escono dalla logica del semplice fine pasto e diventano una proposta autonoma e strutturata.

“Questa ricerca mostra un mercato più maturo e consapevole, dove cambiano i consumi e cresce l’attenzione alla qualità e all’esperienza. Per Carpigiani la tecnologia diventa un fattore chiave di differenziazione perché incide direttamente sul prodotto e sul lavoro quotidiano. In questo senso l’ascolto della nostra community è decisivo: è da lì che arrivano segnali ed indicazioni utili a supportare le nostre scelte” — afferma Federico Tassi, direttore generale di Carpigiani.
“Questa ricerca ci racconta che il gelato artigianale non è un prodotto del passato, ma uno dei linguaggi contemporanei più forti del food esperienziale. In 81 paesi abbiamo trovato consumatori della community Carpigiani che cercano autenticità, qualità, emozione e identità molto più del semplice prezzo. Il futuro del gelato si giocherà quindi sulla capacità di unire tradizione, creatività e territorio, con la tecnologia al servizio dell’artigiano e non in sua sostituzione. È questo, oggi, forse il vero vantaggio competitivo globale del gelato italiano” — ha commentato Furio Camilo, professore di statistica aziendale all’Università di Bologna e responsabile scientifico di Sylla.
CARPIGIANI, 80 ANNI DI INNOVAZIONE E CULTURA DEL GELATO
Fondata nel 1946 a Bologna da Poerio Carpigiani, sulle intuizioni tecniche del fratello Bruto Carpigiani, Carpigiani è oggi leader mondiale nelle macchine per gelato artigianale. Era il 1946 quando Poerio Carpigiani fondava a Bologna l’azienda, raccogliendo l’intuizione tecnica del fratello Bruto, che progettò la prima autogelatiera: da quella invenzione prese forma un percorso industriale che avrebbe contribuito a portare il gelato artigianale italiano nel mondo, trasformando una tradizione in un modello produttivo globale. Dalla prima autogelatiera al consolidamento internazionale negli anni del boom, l’azienda ha accompagnato la diffusione del gelato italiano nel mondo, contribuendo a farne un linguaggio riconosciuto e condiviso.
Oggi, parte del gruppo Ali, Carpigiani continua a investire in ricerca e tecnologia, sostenuta da una rete globale di assistenza e da un confronto costante con professionisti e operatori del settore.
Nel traguardo degli ottant’anni, questa traiettoria industriale si intreccia sempre più con quella culturale. Il Gelato Museum Carpigiani e la Carpigiani Gelato University rappresentano oggi i principali strumenti di diffusione del sapere legato al gelato: spazi e percorsi in cui la tradizione si trasmette e si rinnova, formando nuove generazioni di maestri gelatieri.





