
Anteprima a Vinitaly: padiglione 10 stand Q3
Un vitigno, una vigna, un’identità
La famiglia Bava ha scelto Vinitaly per presentare Sullavìa 2024, prima annata del Piemonte DOC Pinot Nero da vigna singola.
Un vino che nasce dal piacere personale e dalla volontà di confrontarsi con questo vitigno internazionale offrendone una propria versione alla ricerca dell’autenticità: senza legno, senza filtri interpretativi, con il solo carattere dell’uva e la forza del luogo a guidarne la voce.
Il nome Sullavìa è un’evocazione diretta; la via è quella della strada che da Agliano porta a Crena, dividendo i vigneti Bava a Pianoalto: a destra finiscono i filari di Barbera e a sinistra iniziano quelli di Pinot Nero.
La vigna: l’area di Bricco Roche Agliano
La scelta di impiantare il Pinot Nero sulla costa che sale verso il Bricco Roche, ad Agliano, nasce innanzitutto da una chiara vocazione pedoclimatica: suoli calcarei e ben drenati, capaci di restituire al vitigno un carattere marcato e riconoscibile, con una struttura solida, una trama definita e un profilo aromatico nitido, in linea con le migliori espressioni delle aree più fresche d’Italia, per eleganza e tensione. Un’ulteriore conferma della capacità di questo cru di interpretare il Pinot Nero con una personalità autentica e coerente.
Ma a guidare davvero questa scelta è stata anche un’emozione precisa, come racconta Paolo Bava, enologo e proprietario con la sua famiglia della storica azienda: “Il rispetto profondo per la vecchia vigna di Barbera che ci aveva accolti fin dal nostro arrivo, negli anni Novanta, a Pianoalto. Un legame che ci ha portati ad attendere a lungo, lasciando che fosse il tempo a indicare il momento giusto per dare vita a un nuovo impianto su questo terreno”.
Il vino: frutto, densità, freschezza
Sullavìa è un vino contemporaneo, costruito attorno alla bevibilità e alla coerenza. Affinato esclusivamente in acciaio, senza passaggio in legno, mantiene intatto il frutto e la freschezza del Pinot Nero, pur sviluppandosi in struttura e densità.
È armonico: ciò che il naso promette, la bocca mantiene, con continuità e slancio.
La macerazione in acciaio valorizza la pulizia varietale e la vivacità del colore, restituendo un rosso luminoso, dal carattere scattante. È un vino quotidiano, che non rinuncia al carattere e alla profondità e che può essere servito anche a una temperatura più fresca.
L’etichetta
In etichetta, Sullavìa si ispira liberamente a un’opera d’arte allestita nella cantina Bava: Pedro Pires, Border Series 136 3-4 (scultura in metallo). L’opera è qui resa stilizzata in un caratteristico colore rosso che riprende quello dell’iconico “casot” nella vigna.
Marianna Natale





