
14 Aprile 2026
Cascina Castlèt presenta a Vinitaly un nuovo progetto nato da un nome ritrovato in uno stradario del 1428, restaurato dallâazienda e custodito in Comune a Costigliole dâAsti.
Un vino che nasce dalla memoria e la porta nel presente. Ă Iollarum Monferrato Nebbiolo DOC, la novitĂ di Cascina Castlèt, azienda di Costigliole dâAsti, presentata in anteprima a Vinitaly 2026.
Iollarum è molto piĂš di un nome: è una traccia nel tempo. CosĂŹ veniva chiamata, nel 1428, la zona di Costigliole dâAsti che oggi ospita i vigneti di Nebbiolo dellâazienda. Un antico toponimo riemerso grazie al recupero di uno stradario storico, restaurato con il contributo di Cascina Castlèt e oggi custodito in Comune. Un gesto che è insieme culturale e identitario: riportare alla luce un frammento di storia e restituirlo alla comunitĂ . Ma questa terra racconta una storia ancora piĂš profonda: giĂ nellâOttocento il marchese Asinari aveva scelto questi suoli per piantare Nebbiolo accanto allo Chardonnay, intuendo una vocazione straordinaria e una visione agricola capace di dialogare tra tradizione e apertura.
ÂŤIollarum nasce da un atto di responsabilitĂ verso la nostra terra â dice Mariuccia Borio, titolare di Cascina Castlèt – Non è solo un vino, ma un gesto di restituzione: recuperare un nome, una storia e rimetterli in circolo perchĂŠ possano parlare alle nuove generazioni. Credo che il vino abbia questo compito straordinario: custodire la memoria e allo stesso tempo renderla viva, accessibile, condivisa. In questo modo il vino diventa un atto di memoria attivaÂť
.Un Nebbiolo tra identitĂ e visione
Il Nebbiolo, vitigno antico e profondamente radicato nelle colline dellâAstigiano e del Monferrato, viene interpretato con uno sguardo attuale, capace di valorizzarne autenticitĂ ed eleganza.
Abbiamo cercato un equilibrio preciso tra identitĂ varietale e interpretazione contemporanea â spiega Giorgio Gozzelino, enologo – Il Nebbiolo qui esprime una finezza naturale che abbiamo voluto preservare, lavorando su una doppia anima: la ceramica per mantenere integritĂ e freschezza, il legno per costruire struttura e profonditĂ . Il risultato è un vino che non forza, ma accompagna, lasciando emergere con chiarezza il carattere del territorio.”La prima annata prodotta è la 2023, da una vigna di 1,5 ettari piantata nel 2020, in un momento storico complesso ma simbolicamente potente. La produzione iniziale è di circa 6.000 bottiglie, con una potenzialitĂ che potrĂ raggiungere le 12.000.
Il Nebbiolo Iollarum si distingue per un affinamento di 12 mesi suddiviso tra botti in ceramica (50%) e barrique di rovere francese (50%): una scelta tecnica che permette di preservare la freschezza e la componente fruttata del vitigno, arricchendolo al contempo di struttura, complessitĂ e profonditĂ .
Lâetichetta
LâidentitĂ di Iollarum prende forma anche attraverso la sua etichetta, concepita come un vero e proprio racconto visivo. Ispirata al documento storico del 1428, si presenta come un vortice di parole in latino che richiama mappe, percorsi e stratificazioni.
Un segno grafico che diventa metafora del vino stesso: un viaggio che attraversa il tempo, dove ogni elemento â dalla terra alla memoria â converge in unâunica espressione.
Ă stata ideata dal creativo Marcello Pilone dello studio grafico Gruppo Leader di Canelli.
Fiammetta Mussio





