
31 Marzo 2026
A seguito dell’incontro di ieri sulla CUN del Grano Duro, i pastai di Unione Italiana Food, che con i suoi pastifici associati, copre oltre il 75% di tutta la produzione di pasta italiana, intervengono per commentare: “L’avvio della Commissione Unica Nazionale (CUN) per il grano duro, riunitasi oggi per la prima volta può rappresentare uno strumento utile a contribuire a favorire il dialogo ed a creare valore lungo la filiera, confermando la trasparenza delle transazioni che ha sempre contraddistinto il mercato della pasta, dal campo alla tavola”. Questo il commento dei pastai di Unione Italiana Food, a seguito della prima riunione di filiera tenutasi ieri sulla CUN del Grano duro.
Unione Italiana Food è la primaria associazione in Italia (aderente a Confindustria) per rappresentanza diretta di categorie merceologiche alimentari e tra le prime in Europa che, con i suoi pastifici associati, copre oltre il 75% di tutta la produzione di pasta italiana: “Insieme ai contratti di filiera, su cui noi pastai ci siamo attivati da anni, la CUN rappresenta il luogo dove costruire, in modo paritario, il futuro del grano duro, garantendo che il valore creato venga equamente distribuito tra chi coltiva, chi trasforma il grano duro in semola e chi produce pasta. Guardiamo con fiducia a questo nuovo corso, pronti a fare la nostra parte per rafforzare il binomio grano-pasta, simbolo dell’agroalimentare italiano nel mondo”.
La Commissione Unica Nazionale (CUN) Grano Duro è stata istituita il 16 gennaio scorso, di concerto tra il Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste, con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in qualità di organismo incaricato di individuare il prezzo indicativo del grano duro di produzione nazionale e di monitorarne le tendenze di mercato. La Commissione, inoltre, sarà luogo di raccordo tra la parte produttiva e la parte industriale acquirente che saranno pariteticamente rappresentate, in nome di un prodotto, la pasta, dal valore e dal ruolo indiscusso, centro della dieta mediterranea e della cucina italiana nel mondo, entrambi beni immateriali riconosciuti dall’UNESCO, che si candida a tutti gli effetti a vincere le sfide del futuro.
Ivana Calò





