
07 Dicembre 2026
Un’altra interessante serata enologica firmata Fis Liguria
I più noti vini in auge nell’antica Roma erano il Frascati, Falerno, Cecubo e Mamertino. Il primo dei colli romani, secondo e terzo campani ed il quarto siculo. Nel Frascati oltre i vitigni Malvasia c’è il Bellone (anche Cacchione). Un valido vitigno antico, caduto nell’oblio, ma riportato all’attualità dalla Società Agricola Casale del Giglio di Latina, creata nel 1967 da Dino Santarelli, affascinato dall’Agro Pontino. Premesso che la vendita del vino sia sempre stata un’attività dei Santarelli, nel 1985 ci fu la svolta. Il figlio Antonio, seguendo l’intuito paterno e avvalendosi della collaborazione dell’enologo trentino Paolo Tiefenthaler, sviluppò un progetto di ricerca e sperimentazione viticola che portò notevole risultati. La mancanza di un passato enologico diviene lo stimolo per ricerche innovative. Col padre Dino, raggruppa ampelografi e ricercatori universitari e realizza un progetto che pone a dimora sui suoi terreni quasi 60 diversi vitigni sperimentali.

Un’opera geniale, complessa e costosa che evidenzia al meglio la filosofia aziendale. Infatti, oltre a l’impiego di qualitativi vitigni francesi c’è stata la stessa cura per i vitigni autoctoni pontini, in particolare il Bellone, da cui nasce uno dei vertici della cantina. Non solo. Una buona parte dei vini di Casale del Giglio ha sicuramente un ottimo rapporto qualità-prezzo. Con queste premesse, Roberta Bonasegale presidente FIS Liguria ha organizzato il 26 novembre scorso un tasting imperdibile di sette vini di Casale del Bosco. Un’occasione per far conoscere da vicino una delle cantine italiane più innovative, simbolo del rinascimento enologico laziale. Assieme a lei per presentare e commentare i vini, il bravo sommelier Riccardo Melegari e , per l’azienda ospite, Giacomo Burlotto rappresentante di vini pregiati e parente di un omonimo e noto produttore di Barolo a Verduno.

Ecco i vini degustati (con personalissimo giudizio) e serviti impeccabilmente dai sommelier Fis nel salone dell’Hotel Holiday Inn di Genova, sede consolidata della delegazione regionale.
Viognier Lazio IGT 2024
Alla vista: paglierino con riflessi verdolini. Al naso: intenso e persistente, fine ed ampio, composito, con sentori floreali e fruttati di ginestra, cedro e pesca di vigna. In bocca: secco, fresco, sapido, un pò minerale, caldo, pieno e continuo.
Petit Manseng Lazio IGT 2024
Alla vista: dorato chiaro. Al naso: delicato ma persistente, fine e composito, con sentori floreali e fruttati di acacia, melissa e susina gialla In bocca: secco ma morbido fresco, sapido, appena minerale, caldo, discretamente pieno e continuo.

Anthium Bellone di Anzio Lazio IGT 2024
Alla vista: giallo dorato. Al naso: intenso e persistente, fine e varietale, con sentori fruttati di mela e pera mature, melone bianco e umori boschivi. In bocca: secco, fresco, molto sapido, caldo, pieno e persistente.
Radix Bellone Lazio IGT 2020
Alla vista: tendente al giallo dorato. Al naso: intenso e persistente, fine e varietale, con netti sentori di albicocca e pesca gialla mature, e lieve di umori boschivi e boisè. In bocca: secco, fresco e sapido, un pò minerale, caldo, di gran corpo e persistenza.

Albiola Lazio IGT Rosato 2023 (da uve Syrah e Sangiovese)
Alla vista: rosa antico. Al naso: discretamente intenso, persistente, e fine, con lieve vinosità, e sentori fruttati di piccoli frutti rossi di bosco (mora e lampone ). In bocca: secco, fresco, sapido, appena caldo, pieno e persistente.
Matidia Cesanese IGT Lazio 2023
Alla vista: rubino carico. Al naso: intenso, persistente, abbastanza fine, varietale, con sentori fruttati di ciliegia, marasca e mora. In bocca: secco, fresco, sapido, giustamente tannico, caldo, pieno e persistente.

Mater Matuta Lazio IGT Rosso 2019 (da uve Syrah e Petit Verdot)
Alla vista: rubino molto carico. Al naso: molto intenso, persistente, fine, ampio varietale, complesso, con sentori floreali, fruttati e speziati di violetta appassita, mirtillo, carruba, cioccolato e lievi di tabacco e note balsamiche. In bocca: secco, fresco, sapido, equilibratamente tannico, caldo, di grande struttura e persistenza.

Foto copertina
Foto 1: Roberta Bonasegale mentre presenta il tasting
Foto 2: Giacomo Burlotto illustra l’azienda Casale del Giglio
Foto 3: Riccardo Melegari mentre racconta il rosso Matidia
Foto 4: I sommelier di servizio con Giacomo Burlotto
Foto 5: Riccardo Melegari, Giacomo Burlotto e Roberta Bonasegale
Foto 6: I sette vini degustati





