
03 Luglio 2026
Secondo Artigeniale crescono le richieste di gusti capaci di unire ingredienti ricercati, nuove consistenze ed emozioni memorabili
L’estate è il momento in cui il gelato torna a essere più di una pausa fresca: diventa desiderio, scoperta, piccolo rito quotidiano. E proprio per questo le gelaterie più attente stanno lavorando su gusti capaci non solo di essere buoni, ma di raccontare qualcosa.
Secondo Davide Tasinato, esperto del settore e socio di Artigeniale – realtà specializzata nella consulenza per gelaterie artigianali – i consumatori sono sempre più attratti da proposte che combinano ingredienti insoliti, richiami sensoriali e un forte contenuto emozionale. Il gelato artigianale continua a evolversi e la tendenza più interessante riguarda gusti che non puntano soltanto a essere buoni, ma a raccontare una storia e a creare un’esperienza completa per il consumatore.
Tra le tendenze emergenti dell’estate 2026 spiccano i gusti botanici, dove frutta, fiori, spezie ed erbe aromatiche si incontrano in abbinamenti delicati e sorprendenti. Pesca e lavanda, lampone e rosa, mora e timo, fior di latte con basilico e limone candito, caffè e cardamomo rappresentano una nuova direzione per il settore: gusti freschi, profumati ed eleganti, capaci di evocare un giardino d’estate, una passeggiata al sole o un ricordo di vacanza.
Accanto alla componente aromatica cresce anche la ricerca sulle consistenze. Il gelato non è più solo cremosità, ma diventa esperienza multisensoriale: morbido e croccante, dolce e acido, vellutato e speziato. Uno yogurt al mirtillo con crumble al passion fruit, una mandorla con salsa di albicocca e lime e crumble di pistacchio, oppure una crema alla vaniglia con crumble al pepe rosa possono trasformare l’assaggio in qualcosa di più coinvolgente e memorabile.
Tra gli ingredienti più attuali ci sono anche quelli che arrivano da culture gastronomiche diverse o da nuove sensibilità alimentari. Lo yuzu, agrume giapponese intenso e profumato, porta freschezza e originalità nelle vetrine delle gelaterie. Ribes nero e ribes rosso offrono acidità elegante e colori vivaci, mentre il kefir, alternativa allo yogurt, intercetta l’interesse crescente verso il mondo dei fermentati e verso ingredienti percepiti come più leggeri e contemporanei. Cresce anche l’uso di bevande vegetali per gusti 100% vegetali, pensati per chi cerca un gelato inclusivo, senza rinunciare al piacere.
Non mancano le proposte salate o semi-salate, soprattutto quando dialogano con frutta, erbe e spezie: basilico, timo, limone, pepe rosa, frutta secca e note agrumate permettono di creare gusti meno convenzionali, perfetti per chi ama sperimentare.
Ma un gusto innovativo non vive solo nella ricetta. Vive anche nel suo nome. Il nome è il primo assaggio: si legge sul segnagusto, si pronuncia al banco, resta nella memoria.
Un semplice “pesca e lavanda” informa; un nome come “Giardino d’agosto” può evocare immediatamente un’immagine, una sensazione, una storia. Esempi come “Profumo di Riviera”, “Pomeriggio d’Estate” o “Cuore di Bronte” dimostrano come il naming possa contribuire a rafforzare il legame emotivo tra il consumatore e il prodotto.
“Quando nome, ingredienti e assaggio mantengono la stessa promessa, il cliente non sceglie più solo un gusto. Sceglie un’emozione. Ed è lì che il gelato diventa ricordo, racconto e desiderio di tornare in gelateria” conclude Tasinato.
Artigeniale è una realtà specializzata nella consulenza e nello sviluppo di progetti per gelaterie artigianali, con particolare attenzione all’innovazione di prodotto, alla costruzione dell’offerta e all’evoluzione dei trend di consumo.
Gianna Avenia





